Omicidio di Cupramontana, giudice nomina psichiatra per scavare nelle mente del padre

Oggi l'affidamento dell'incarico al consulente tecnico d'ufficio Francesca Bozzi, scelto dal gup Francesca De Palma. Ha 90 giorni di tempo per rilevare se il macedone Besart Imeri era in grado di intendere e di volere quando ha ucciso il figlio di 5 anni, il piccolo Hamid

Il corpo senza vita del bambino
Il corpo senza vita del bambino

CUPRAMONTANA – Ucciso dal padre a 5 anni, il giudice nomina una psichiatra che dovrà accertare se Besart Imeri era in grado di intendere e di volere quando ha soffocato il figlio Hamid. Oggi l’affidamento dell’incarico al ctu Francesca Bozzi, scelta dal gup Francesca De Palma, al tribunale di Ancona. Sull’omicidio del piccolo macedone, avvenuto il 4 gennaio scorso, si procede con il rito abbreviato condizionato dalla perizia psichiatrica come chiesto dalla difesa, l’avvocato Raffaele Sebastianelli. Dopo la chiusura delle indagini preliminari il pm Valentina Bavai aveva chiesto il giudizio immediato. Il legale, nelle settimane scorse, aveva depositato una perizia di parte, fatta dallo psichiatra Massimo Melchiorre, che comproverebbe il vizio di mente di Besart, rinchiuso nel carcere a Montacuto con l’accusa di omicidio volontario aggravato. A metà aprile erano state depositate le perizie relative all’esito dell’autopsia sul bambino e quelle sul cellulare di Imeri. Il piccolo era a bordo dell’auto del padre, parcheggiata poco lontano da casa, quando è morto soffocato o forse strozzato proprio per mano del genitore che durante il primo interrogatorio aveva parlato di una forza sovrannaturale che lo aveva spinto ad uccidere il figlio. L’uomo gli avrebbe tappato naso e bocca impedendogli così di respirare.

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