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Jesi

Nuovo Statuto comunale, i cittadini possono proporre modifiche

I concetti di Resistenza e Antifascismo, dopo le polemiche dell'opposizione, sono stati re-introdotti. Vi è anche l'accenno al titolo di "Città Regia"

Il consiglio comunale di Jesi

JESI – Resistenza e antifascismo tornano nello Statuto. La bozza fatta circolare qualche giorno fa, che centropagina.it ha già pubblicato, è stata sostanzialmente confermata nella stesura finale, ora a disposizione dei cittadini per eventuali modifiche. Il testo è infatti pubblicato sul sito web istituzionale del Comune e c’è tempo fino al 1 marzo, mediante invio all’indirizzo protocollo.comune.jesi@legalmail.it o consegna all’Ufficio Protocollo del Comune, per suggerire correzioni e integrazioni.

In questa nuova versione si specifica che la città «ha profonde radici democratiche e antifasciste. Il Comune di Jesi, in coerenza con la storia cittadina, ha sempre fortemente contrastato il nazi-fascismo nella sua storica determinazione ed ogni altra espressione si possa rappresentare nel tempo; custodisce i valori espressi dalla Resistenza, che ha contribuito alla Liberazione della Città e al rifiorire della democrazia anche nel nostro territorio». Una Città inoltre «vicina a tutti quei popoli che negli anni – in nome di una falsa uguaglianza ed una mentalità violenta e guerrafondaia -, hanno subito la barbarie e le atrocità dei regimi totalitari del Novecento, vittime del comunismo, del fascismo e del nazismo». Non manca poi un accenno, all’articolo 13, che scatenerà malumori: «Questa Città vanta una lunga storia, testimoniata nei secoli da titoli gloriosi come quello di “Città Regia”». Fra le novità inoltre l’introduzione dei comitati di quartiere, il “Question time” dei cittadini in consiglio comunale e l’istituzione del consigliere giovane aggiunto.

«Ripristiniamo gli strumenti di partecipazione, ma non modifichiamo i principi – sostiene Samuele Animali di Jesi in Comune –. Si trattava di aggiornare alle novità legislative lo statuto (abolizione del difensore civico e delle circoscrizioni), ora la maggioranza vuol fare passare anche la riscrittura dei principi fondamentali. E lo farà se non c’è una mobilitazione decisa e convinta».