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Jesi

Jesi, nuovi ambasciatori della città con Roberto Mancini

Maggioranza e opposizione propongono di attribuire l’onorificenza, già assegnata al Ct della nazionale di calcio, a Virginia Barchiesi e al Club Scherma

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JESI – Una città, tre ambasciatori. È quanto si profila all’orizzonte se la proposta formulata da alcuni consiglieri di maggioranza e opposizione venisse approvata dal consiglio comunale. Ed è ciò che accadrà, essendo appunto sottoscritta da più partiti e movimenti. Oltre a Roberto Mancini, che riceverà l’onorificenza mercoledì 15 settembre al palazzetto dello sport, Jesi potrà contare su altri due ambasciatori: la giovanissima Virginia Barchiesi, una delle 100 donne più influenti dell’anno 2020 secondo la rivista F, e il Club Scherma Jesi, che tante medaglie ha assicurato nel corso degli ultimi decenni.

A formulare la mozione, il presidente del consiglio comunale, Daniele Massaccesi, Emanuela Marguccio (Pd), Francesco Coltorti (Jesi in Comune), Nicola Filonzi (Jesiamo), Maria Chiara Garofoli (Jesinsieme), Andrea Binci (Pd), Giancarlo Catani (Patto x Jesi).

Queste le motivazioni per il conferimento del titolo di ambasciatore di Jesi nel mondo. «A Virginia Maria Barchiesi (nata a Jesi il 19 novembre 2002), giovane donna che rappresenta al meglio i valori di solidarietà, impegno a favore dei più giovani, attenzione agli ultimi e ai migranti, impegnandosi, anche a livello culturale, per abbattere tutte le barriere e forme di odio e di esclusione». E al Club Scherma, «in quanto realtà sportiva capace di promuovere ad livelli altissimi, anche conquistando numerose medaglie olimpiche, la pratica dello scherma, promuovendo sempre i valori dello sport, delle buone e feconde relazioni tra gli atleti, nonché della sana e corretta competizione, del dovuto sacrificio, dell’impegno appassionato e della dedizione assoluta».

Il consiglio comunale, qualora la mozione fosse approvata in occasione della seduta del 16 settembre, in presenza dopo tanto tempo, impegnerà appunto la giunta Bacci a indicare i due nuovi ambasciatori.

Biografie

Virginia Maria Barchiesi è nata a Jesi il 19 novembre 2002: nel suo percorso scolastico, ha frequentato il liceo Classico Vittorio Emanuele II, ed ha conseguito, con il massimo dei voti, il Diploma di Maturità Classica. È stata poi ammessa al Corso di Laurea in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali dei Paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente presso
la prestigiosa Università SciencesPo Paris. Svolge attività di volontariato e di impegno pubblico a livello locale, nazionale e internazionale, ricoprendo incarichi di alto rilievo all’interno di UNICEF e UNICEF Europe and Central Asia, fondando il gruppo Younicef – Young for Unicef: per il suo impegno, nel 2020 ha ricevuto dal Presidente della Repubblica il titolo di Alfiere della Repubblica, la più alta onorificenza per i giovani italiani, con la seguente motivazione: «Per l’impegno profuso in difesa dei diritti dei bambini migranti e dei giovani rifugiati. Per la ricerca e la promozione di un linguaggio che cancelli i pregiudizi e aiuti l’inclusione». È Membro della Youth Sounding Board per le Partnership Internazionali della UE, un Comitato giovanile, istituito dalla Commissione Europea con la finalità di consigliare la Commissaria Europea per le Partnership Internazionali sull’inclusione dei giovani e sulle politiche giovanili nell’azione esterna dell’UE, ed è giovane ambasciatrice Europea – EU Neighbors East -, collaborando con giovani impegnati provenienti dagli Stati dell’Unione e da molti Paesi del Medio Oriente per sviluppare la cooperazione nazionale e regionale sulle politiche giovanili. È stata giovane delegata al Forum delle Nazioni Unite sulla Migrazione e lo Sviluppo – United Nations Major Group for Children and Youth, partecipando al tavolo di lavoro “Formare i migranti per l’impiego” (01/12/2020 – 01/02/2021). Recentemente è stata riconosciuta dalla nota rivista «F» (Cairo Editore) come una delle 100 donne più influenti dell’anno 2020.

Il Club Scherma Jesi vanta una prestigiosissima tradizione sportiva e negli anni ha onorato le più importanti competizioni mondiali, conquistando, in tutta la sua storia, ben ventitré medaglie olimpiche (quattordici Ori, sei Argenti, tre Bronzi): è stata ed è tuttora una fucina di autentiche campionesse e campioni che hanno scritto la storia dello sport italiano e tra questi Giovanna Trillini, Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca e Stefano Cerioni. Ha saputo accogliere, accompagnare e valorizzare le giovani e i giovani del nostro territorio che hanno intrapreso questa disciplina sportiva, attestandosi come autentico punto di eccellenza per la formazione delle future e dei futuri schermitori, ponendo sempre attenzione alla crescita tecnica, atletica e valoriale delle atlete e degli atleti. Il primo gruppo di scherma fu aperto da Ezio Triccoli nel 1947 il quale, dopo essere rientrato in Italia dalla prigionia in Sudafrica, riuscì ad ottenere dal sindaco di Jesi Pacifico Carotti il permesso di occupare una palestra della città per avviare gli allenamenti e le prime competizioni. Nel 1975, dopo la conquista del primo trionfo internazionale con l’argento di Susanna Batazzi ai campionati mondiali giovani di Città del Messico, la società ha assunto la denominazione di Club Scherma Jesi: nel 1976 a Montré al, per la prima volta nella storia delle Olimpiadi, la squadra azzurra di fioretto femminile è stata composta interamente da atlete dello stesso club. Sempre nello stesso anno il Club Scherma Jesi ha vinto il titolo italiano di fioretto a squadre. Anche in relazione all’indiscussa centralità che ha assunto la Città di Jesi per la FederScherma italiana, sorgerà a Jesi, grazie ai contributi di Coni, Regione, Comune di Jesi e alle risorse della Provincia, un nuovo palascherma, che si qualificherà come centro federale di fioretto e si confermerà come un punto di riferimento per le sportive e gli sportivi della locale scuola di scherma.