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Jesi, no-vax contro obbligo vaccinale e Green pass: presentato un esposto in Procura

La delegazione di no-vax ha presentato un esposto al Commissariato di Jesi, ravvisando nelle vigenti disposizioni sanitarie anti-Covid i reati di violenza privata e tentata estorsione

La sede del Commissariato di Jesi
La sede del Commissariato di Jesi
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JESI «Non possono obbligarci ai vaccini, un tempo come cittadini avevamo diritti adesso solo permessi, non è accettabile. C’è una palese violazione dei principi fondamentali della Costituzione italiana insieme a quelli della Carta UE e i Diritti Umani universali». È la protesta di un gruppo di no-vax di fronte all’obbligo vaccinale per gli over50 e il rischio di multe per i contravventori. Un “no” così deciso da trasformarsi in un atto formale.

I cittadini – per ora una decina – hanno presentato un esposto al Commissariato di Pubblica sicurezza di Jesi ravvisando nelle vigenti disposizioni sanitarie anti-Covid i reati di violenza privata e tentata estorsione. «La gestione della malattia Covid 2 – dicono i firmatari dell’esposto – ha prodotto divisioni incolmabili tra salvati e da salvare, altruisti e untori, scienziati e complottisti… Siamo così l’un l’altro armati che non si riesce più a valutare e distinguere le cause, gli effetti, le conseguenze e il vero dal falso. Quel che è certo è che i principi fondamentali della Costituzione italiana insieme a quelli della Carta UE e i Diritti Umani universali, sono stati lesi nel profondo: il lavoro, la dignità, l’uguaglianza, la facoltà di decidere del proprio corpo; tutto è stato calpestato. Ora basta: in mancanza di dati certi sull’efficacia e la sicurezza dei vaccini inoculati, a fronte di studi che non sono stati completati, politiche governative vessatorie e in perenne movimento pretenderebbero di imporre una multa agli over 50 non vaccinati e senza booster entro il 15 giugno 2022, prefigurando in tal senso i reati di “violenza privata” ed “estorsione” (artt. 610 e 629 c.p.). Chiediamo all’autorità giudiziaria che indaghi contro coloro che risultino responsabili del reato di tentata estorsione», spiegano ancora. E la loro protesta non si fermerà, anzi. Seguirà un altro atto ufficiale inoltrato via pec all’Agenzia delle Entrate, alla Asur e al Garante della privacy in cui i firmatari dichiarano di «volersi avvalere della libera scelta terapeutica e di non volersi sottoporre alla vaccinazione anti Sars-Cov2, diffidando l’Azienda sanitaria a comunicare all’Agenzia delle Entrate i propri dati sensibili – si legge nel documento – si diffida altresì l’Agenzia delle Entrate-Riscossione a irrogare per il rifiuto alla vaccinazione, qualsiasi sanzione amministrativa o pecuniaria».

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