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Jesi

Fontana dei leoni di Jesi, il Comitato promotore sul no al referendum: «Incomprensibile ma non finisce qui»

«Quelle delibere atti generali che non contengono alcun progetto. Valuteremo ogni strada percorribile, l'intenzione era proporre un quesito molto semplice: "Vuoi che il Comune di Jesi accetti il lascito Morosetti?"»

Piazza Federico II

JESI – Le motivazioni del no al referendum non sono comprensibili e, forse, non finisce qui. Così il Comitato promotore che aveva richiesto la consultazione popolare sull’accettazione del lascito di Cassio Morosetti e sul conseguente spostamento della fontana dei leoni da Piazza Federico II a Piazza della Repubblica. Consultazione referendaria che il Comitato dei Garanti deputato al giudizio dallo Statuto ha giudicato inammissibile.

«Il Comitato Promotore del Referendum abrogativo, analizzate le motivazioni fornite dal Comitato dei Garanti a giustificazione della mancata ammissione della proposta referendaria, valuta tali motivazioni difficilmente comprensibili» spiegano i dieci firmatari della richiesta.

Le immagini d’epoca di Piazza della Repubblica con la fontana dei leoni e di Piazza Federico II senza l’opera

«In primo luogo, difficilmente comprensibili nella parte in cui si sottintende che le delibere in questione non sono atti “di carattere generale” e, perciò, non assoggettabili a referendum. Se una delibera avente ad oggetto l’accettazione di un lascito testamentario con onere perpetuo a carico della comunità non è un atto di carattere generale, non si comprende quale delibera lo possa essere: a questo punto, sarebbe interessante capire, in base al parere espresso dal Comitato dei Garanti, quale possa essere una delibera assoggettabile a proposta referendaria».

Prosegue il Comitato: «In secondo luogo, difficilmente comprensibili nella parte in cui si sottintende che le delibere in questione contengono un “progetto” che “costituisce modifica ed integrazione al programma di riqualificazione urbana”, rendendo pertanto tali delibere inattaccabili per via referendaria. Posto che le delibere in questione contengono solamente un vago accenno ad interventi auspicati, ma soprattutto che le delibere in questione non contengono assolutamente progetti (dato che gli incarichi progettuali sono stati affidati solamente nel corso del mese di gennaio), a questo punto ci si chiede se, pur di rendere inammissibile una proposta referendaria, sia sufficiente l’inserimento ad hoc, nelle delibere comunali, di alcuni accenni a riferimenti tecnici solo allo scopo di far passare per “piano urbanistico” ciò che piano urbanistico non è».

«Pertanto – è la conclusione- il Comitato Promotore si riunirà nei prossimi giorni per valutare ogni strada percorribile, perché, al di là di escamotage e cavilli, l’intenzione era semplicemente quella di proporre alla cittadinanza un quesito molto semplice: “Vuoi tu che il Comune di Jesi accetti il lascito Morosetti?”».