Jesi, nessuna condivisione sulla nuova bozza dello Statuto

Jesi in Comune ha chiesto di non mettere in votazione il documento invitando la maggioranza a coinvolgere associazioni e cittadini prima di portare la pratica in consiglio

jesi in comune
In basso a sinistra i consiglieri Samuele Animali e Agnese Santareli insieme a Filippo Cingolani e simpatizzanti

JESI – Nessun accordo fra le forze politiche sulla nuova bozza dello statuto comunale. Resistenza e antifascismo sono state re-introdotte (leggi l’articolo), ma Jesi in Comune continua a manifestare perplessità, soprattutto in tema di partecipazione della cittadinanza alla stesura del documento. Difficilmente, quindi, a meno di una “prova di forza” da parte della presidenza del consiglio, la pratica sarà messa al voto in occasione del prossimo consiglio comunale.

«Noi consiglieri di Jesi in Comune – riferisce Samuele Animali del movimento d’opposizione – non abbiamo partecipato alla redazione di questa nuova “versione” delle modifiche e abbiamo chiesto che venga messa in discussione soltanto quella parte che riguarda difensore civico e circoscrizioni, e non a gennaio, ma sottoponendola prima al vaglio delle associazioni e della cittadinanza. Non si capisce quale sia l’urgenza di modificare i principi fondamentali dello statuto. A prescindere da ciò, è comunque necessaria una fase partecipativa prima di portare qualsiasi cosa in consiglio».

Jesi in Comune, come l’Anpi del resto, chiede che venga lasciato intatto l’articolo 4 dello Statuto, compreso quindi il comma 2b che si riferisce “alla difesa e affermazione dei principi fondamentali della Costituzione Repubblicana, dei valori della democrazia, dell’antifascismo e della resistenza”. L’associazione nazionale partigiani, oltre appunto ad aver proposto assemblee pubbliche di confronto sull’argomento, ha evidenziato – prima delle polemiche (leggi l’articolo) – «che le modifiche statutarie proposte dall’amministrazione comunale tendono a cambiare nel profondo le radici storiche della città di Jesi incidendo sui principi fondamentali e cancellando la parte che fa riferimento all’antifascismo e alla Resistenza, in una città che annovera tra i suoi cittadini Libero Leonardi ed Eraclio Cappannini, medaglie d’oro e d’argento alla Resistenza».

L’Anpi suggerisce inoltre di non inserire il riferimento alla “città regia” «non esiste il titolo nella gerarchia araldica e le due istanze già avanzate nel 1939 dall’allora podestà furono respinte dalla Consulta araldica per mancanza di fondamenti storici».