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Jesi

Nessun ricorso: via ai lavori su Corso Matteotti?

Trascorsi i trenta giorni previsti, l'aggiudicazione dell'appalto può diventare effettiva. Ma amministrazione e ditta dovranno confrontarsi sulla base della risoluzione con cui il Consiglio ha chiesto di verificare la tempistica

Corso Matteotti

JESI – Non sono arrivati ricorsi quanto all’esito della gara d’appalto per assegnare i lavori di rifacimento di Corso Matteotti. Erano state dieci le ditte che avevano risposto al bando con le loro proposte, potenziale aggiudicataria sulla base della graduatoria emersa era risultata l’osimana Francinella Enrico di Osimo. Ora, trascorsi i trenta giorni a disposizione e non avendo alcuna delle altre partecipanti provveduto a presentare ricorsi, l’aggiudicazione potrà diventare effettiva. E i lavori partire, forse già in estate.

Prima però amministrazione e ditta dovranno confrontarsi sulla base della risoluzione, votata dalla maggioranza, con cui il Consiglio ha chiesto di «verificare, insieme alla ditta e agli operatori economici-commerciali dell’area, la fattibilità tecnica e la possibilità di rimodulare, nell’assoluto rispetto delle normative, delle previsioni contenute nel bando e contrattuali, e degli impegni assunti dall’Amministrazione, la organizzazione dei lavori, la tempistica della realizzazione e le varie fasi degli interventi, nonché la localizzazione iniziale degli stessi, cercando, per quanto possibile, di conciliare l’esecuzione con le nuove esigenze prospettate dagli operatori commerciali, volte a evitare problemi e intralci alle attività locali, favorendone ulteriormente ogni iniziativa utile al rilancio». Insomma, la possibilità di posticipare l’avvio del cantiere o comunque programmarlo in maniera da venire incontro ai timori espressi dai commercianti del centro e di Corso Matteotti che, alle prese con le incognite economiche post-pandemia, hanno chiesto un rinvio del rifacimento.

jesi in comune

Sulla questione resta alto lo scontro politico. Dall’opposizione, Jesi in Comune afferma: «Lavori in Corso Matteotti….Testardi per la gloria. La giunta Bacci e le liste della Maggioranza non fanno passi indietro circa l’avvio imminente dei lavori sul restyling di Corso Matteotti. È comprensibile (e lo diciamo senza ironia) che un Sindaco insieme a tutta la sua squadra (da cui è venerato come un “Capitano” infallibile) voglia lasciare il suo secondo e ultimo mandato in città con un’opera importante che incida gloriosamente sul cuore del nostro Centro Storico. È anche innegabile che la pavimentazione della strada pedonale più famosa di Jesi sia obiettivamente da mettere a posto. Comprendiamo pure che arrivare alle elezioni regionali con un progetto del genere ben avviato sia certamente una bella pubblicità per il nostro Sindaco che continua a tacere (e forse quindi ad acconsentire) relativamente alla sua candidatura caldeggiata da tanta Destra marchigiana. Già prima del Covid-19, il nostro gruppo si era espresso in senso contrario alla priorità di questi lavori. Gli investimenti jesini, in termini di manutenzione, dovrebbero andare ad interessare fin da subito altre situazioni che in città meritano interventi che stanno divenendo sempre più emergenziali. Pensiamo ad esempio allo stato dei marciapiedi e delle strade dei quartieri della zona sud (Prato e S.Giuseppe) o al ponte S.Carlo, che per il momento pare possano aspettare. Gli esempi in questo senso si possono sprecare e li abbiamo riportati in moltissime occasioni. Quello che però, ad oggi, ci fa tornare ancora di più sulla questione dei lavori del corso Matteotti, è la testardaggine che Sindaco & co stanno mostrando nel non voler sentire ragioni sulle tempistiche dell’avvio di tali interventi quando anche non sono più solo le opposizioni tutte a non volerli ora come ora, ma pure gran parte dei commercianti, molti dei quali sostengono politicamente da sempre (certamente in maniera legittima) lo stesso Sindaco. Questa nuova posizione di buona parte della categoria, che sembra sorprendere Giunta e Maggioranza, è senza dubbio dovuta alla crisi causata dal virus, che come tutti possono comprendere, ha colpito drammaticamente anche l’economia di tanti piccoli e grandi esercizi che nel momento in cui si apprestano a ripartire per riprendersi, rischiano di trovarsi già i cantieri davanti alle loro vetrine. Allora le posizioni di Jesi In Comune saranno pure “imbarazzanti” come dice qualcuno della Giunta, ma stavolta, per vie traverse, sono arrivate a coincidere pure con quelle di altre realtà territoriali che senz’altro si sono spesso mostrate ed esposte in linea con la politica e l’idea di città di Giunta e Maggioranza. Vi siete intestarditi per la gloria ma rischiate di rimanerne “senza”, somigliando di più (ma non interamente) al titolo del film da cui abbiamo preso in prestito le assonanze per creare quello di questo nostro comunicato».

Jesiamo, Jesinsieme e Patto x Jesi

Replicano tutti insieme dalla maggioranza Jesiamo, Patto per Jesi, Jesinsieme: «Lavori su strade, marciapiedi e corso, attenzione possibile attraversamento sciacalli. Purtroppo nell’ultimo comunicato di Jesi in Comune sul restyling di Corso Matteotti emerge il loro solito modo di fare politica. Non tanto per la stiracchiata e brutta allusione al film “Bastardi Senza Gloria” a noi dedicata, ma perchè affermano di voler spostare quelle risorse su strade e marciapiedi, proprio ora che questi ultimi sono protagonisti di diversi interventi di sistemazione, come non se ne ricordavano da anni, da loro non sostenuti in consiglio comunale. Ci chiediamo poi il perchè di certe affermazioni dopo non aver votato la risoluzione utile ad ampliare il confronto tra Sindaco, Giunta, ditta vincitrice del bando e commercianti del centro presentata dalla maggioranza nell’ultimo consiglio. “Ti affacci alla finestra e… sembra di abitare lungo una statale!” Ci ha colpito questa considerazione di un giovane imprenditore che pochi mesi fa ha scelto Corso Matteotti come sede della sua attività. Non si è pentito. Certo, l’edificio in cui ha la sede necessita di qualche intervento di ristrutturazione, però ha un’aria al tempo stesso vissuta e piena di potenzialità, sofferente ma fiduciosa in un futuro migliore. Poi però, quando ti affacci sul Corso… “Ma quando partono i lavori? Jesi non si merita un Corso così, nessun operatore economico ci verrà più ad investire, nessuno verrà ad abitarci, chi restaurerà i palazzi?” Ha ragione, secondo noi. A tenere in vita un quartiere storico sono le persone che in quel quartiere decidono di investire i propri denari migliorando le abitazioni di proprietà, scegliendo di acquistarne una lì piuttosto che altrove, arricchendo il proprio negozio, rinunciando al garage. Perché poi quando esci di casa o dal negozio comprendi le ragioni della scelta. Il tuo cuore batte insieme a quello della tua città.
E chi sceglie il cuore della città per passeggiare, incontrare amici, dedicarsi allo shopping, sa che lo potrebbe fare più comodamente in un centro commerciale. Ci arrivi in auto, trovi sempre il parcheggio, non piove mai, la temperatura è sempre giusta. Però quel centro commerciale, attività sicuramente rispettabile, potrebbe essere ovunque nel mondo Non basa quasi mai le proprie caratteristiche su storia e identità. Ha, ovviamente, un’anima diversa, non vuoi conoscere le persone che incontri, per esempio, e difficilmente porti via qualcosa di diverso dall’acquisto. Ma anche il cuore invecchia, ha bisogno di attenzioni, di affetto, a volte di cure energiche, altrimenti muore. Il Corso di Jesi, il cuore sofferente ed invecchiato di Jesi, non morirà. Uscirà bello e vigoroso dalla cura – Piazza Pergolesi insegna – e sarà capace di rinnovare ammirazione, apprezzamento, affetto, identità. Tutti saremo disposti a sacrificarci per aspettarlo, tutti continueremo a preferirlo per incontrare persone e fare acquisti, perché così, anche se non ci abitiamo e non ci lavoriamo, potremo dire di aver partecipato alla sua cura e potremo festeggiare la sua guarigione insieme a chi ci abita e lavora, che ha ricevuto e continuerà a ricevere il nostro sostegno ed il nostro plauso. Mantenendo l’ispirazione cinematografica introdotta da Jesi in Comune per etichettarci, potremmo citare “Il giorno dello sciacallo”, Fred Zinneman, 1973, per un riferimento a chi cinicamente, ciclicamente, senza idee vere, approfitta delle difficoltà di altri, causate da imprevedibili eventi esterni,  per trarne un qualche beneficio politico/elettorale».