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Jesi

La Macina protagonista del Cantamaggio a Morro d’Alba

Organizzato dal Comune, e curato del Centro Tradizioni Popolari e da La Macina, si terrà all'Auditorium Santa Teleucania. La serata, ingresso libero, è dedicata alla memoria del'assessora Magni

La Macina
La Macina

MORRO D’ALBA – Ritorna a Morro d’Alba la Festa del “Cantamaggio”, antico canto rituale di questua che da secoli celebra l’avvento della primavera, della nuova stagione agricola e che affonda le sue radici nei riti pagani di fertilità, di augurio e di benessere.

L’evento, quest’anno dedicato alla memoria di Miria Magni, assessora alla Cultura del Comune di Morro d’Alba recentemente scomparsa, si svilupperà nelle tre giornate del 18, 19 e 20 maggio per poi concludersi, nella notte del 31 maggio, con il rituale Rogo in piazza dell’Albero del “Maggio”. Organizzato e voluto fortemente dal Comune di Morro d’Alba, il Catamaggio è curato del Centro Tradizioni Popolari e da La Macina, con il patrocinio della Provincia di Ancona, della Regione Marche, la collaborazione della locale Pro-Loco, Circolo Morrese, Danzintondo, Circolo Acli, Centro Giovanile “La Tana”.  si svilupperà, nelle tre giornate del 18, 19-20 per poi concludersi, nella notte del 31 maggio, con il rituale Rogo in piazza dell’Albero del “Maggio”.

Miria Magni
L’assessore Miria Magni venuta a mancare lo scorso aprile

Venerdì 18 ci sarà il tradizionale Addobbo dell’Albero del “Maggio” da parte dei bambini della Scuola dell’Infanzia. La trentaseiesima Festa del “Cantamaggio” di Morro d’Alba, entra nel vivo, sabato 19, alle ore 21,30, nell’Auditorium Santa Teleucania, ingresso libero sino ad esaurimento dei posti, con il tradizionale Concerto per il Maggio, in acustica, con La Macina che presenterà Non altro che il canto (Concerto per Miria) in occasione dei cinquanta anni d‘arte e di passione del gruppo musicale, che vanta mezzo secolo di attività sul territorio, con la ricerca e la riproposta del grande patrimonio orale marchigiano.

Al giro di boa dei cinquant’anni di attività, il gruppo più rappresentativo delle tradizioni musicali marchigiane con “Non altro che il canto” vuole testimoniare il suo appassionante, tenace, ininterrotto percorso di ricerca e animazione che lo ha animato in questi anni di attività. La pubblicazione di ben diciotto dischi e del volume Cultura Popolare Marchigiana (Jesi, 1985), fanno del Gruppo La Macina  “l’unico autorevole portavoce di quello che è il ricchissimo patrimonio della tradizione e della cultura orale marchigiana” come è stato definito da Gastone Venturelli, che fu docente di Storia delle Tradizioni Popolari presso l’Università di Urbino. «Il concerto morrese – spiga La Macina – ha anche un’altra valenza ed un altro significato, perché è dedicato con tutto il nostro cuore a Miria (Miria Magni: 1946-2018), assessore la Cultura del Comune di Morro d’Alba, recentemente scomparsa, amica carissima di tutta La Macina». A Morro d’Alba la formazione vedrà sul palcoscenico Gastone Pietrucci, voce; Adriano Taborro, chitarra, mandolino, violino, voce; Marco Gigli, chitarra, voce; Roberto Picchio, fisarmonica, voce; Riccardo Andrenacci,
percussioni; Giorgio Cellinese, coordinatore.