Centro Pagina - cronaca e attualità

Jesi

Un murales all’ospedale Carlo Urbani di Jesi per dire che l’unica medicina è l’amore

L'opera degli artisti del team Technicalz - Federico Zenobi, Corrado Caimmi e Nicola Canarecci - vuol essere un omaggio ai sanitari e un messaggio positivo per chi si rivolge al nosocomio jesino

JESI- L’obiettivo principale è tappezzare il mondo di bellezza. E il team Technicalz ci riesce benissimo e lo dimostra a ogni lavoro. Federico Zenobi, Corrado Caimmi e Nicola Canarecci, artisti prima ancora che writers, sono al lavoro in questi giorni all’ospedale Carlo Urbani di Jesi, d’intesa con la direzione sanitaria, per realizzare un grandissimo murales.

Un omaggio al lavoro dei sanitari, medici e paramedici, che tanto si sono spesi non solo durante l’emergenza Covid-19 ma che quotidianamente sono al servizio della collettività. E anche un messaggio positivo e di bellezza ai pazienti e alle loro famiglie che fanno riferimento all’ospedale jesino.

L’opera in progetto ritrae una donna, la carità celeste, con in mano un cuore e una piuma, amore e scienza, entrambi essenziali a salvare vite umane. L’immagine sarà accompagnata da una scritta dorata “il principio fondamentale della medicina è l’amore” e da un paesaggio sullo sfondo con il San Vicino e il profilo dei monti e delle colline marchigiane. Un’opera pittorica – grande circa 70 metri quadrati sul muro del pronto soccorso dove entrano le ambulanze – che il trio di talenti vuol donare all’ospedale e che sarà realizzata grazie al sostegno di partner privati che hanno messo a disposizione anche i materiali (Paradisi srl, Ci.Effe costruzioni per impalcature, Caparol).

«È il nostro dono a chi quotidianamente lavora per la salute delle persone e per chi si rivolge all’ospedale – dice Federico Zenobi – sperando che sia un messaggio positivo per tutti. In una settimana speriamo di concludere il lavoro. Ringraziamo anche la direzione sanitaria nella persona della dottoressa Bacelli che ha subito condiviso il nostro progetto con entusiasmo».

È bello vedere questi giovani al lavoro, trovarli tra colori, pennelli, bombolette spray arrampicati su una impalcatura che solo parzialmente nasconde i contorni di un’opera che pian piano si svela allo sguardo di chi passa. Perché siano pazienti, operatori o familiari, tutti lanciano un’occhiata al di là dell’impalcatura, sia di curiosità, di ammirazione, di ringraziamento e di compiacimento, ma anche di condivisione… perché chi regala arte, bellezza, si mette comunque a disposizione degli altri, con fantasia e amore. Un gesto che fa bene al cuore.

Il progetto al Carlo Urbani, che sarà inaugurato tra una settimana, è l’ennesima opera di street art contemporanea con cui questi giovani talenti abbelliscono la città di Jesi: troviamo i loro colori e le loro firme nel quartiere San Giuseppe con la musa Clio, in via Setificio sulla facciata del Man Cave Cafè e alla piscina comunale “G.Bocchini”. Colori, personaggi, messaggi positivi: perché la bellezza (dell’arte) salverà il mondo.