Centro Pagina - cronaca e attualità

Jesi

Jesi, la “movida” rumorosa approda in consiglio comunale

Agnese Santarelli di Jesi in Comune chiede all’amministrazione cosa intende fare per arginare atti vandalici e schiamazzi notturni. Dehors all’aperto gratuiti fino a fine dicembre

Foto di repertorio scattata prima dell'emergenza Coronavirus

JESI – Schiamazzi notturni, atti di vandalismo e sporcizia. La cosiddetta movida, vale a dire gli assembramenti di persone fuori dai locali del centro storico nelle ore notturne, monopolizza il dibattito politico, nel pieno delle fiere di San Settimio.

A portare la questione in aula consiliare, dopo le minacce di esposti, la petizione e le prese di posizione degli imprenditori, è Agnese Santarelli di Jesi in Comune. «Anche lo scorso fine settimana (17-19 settembre) nel centro storico della città si sono verificate situazioni di estremo disagio per i residenti che devono continuamente sopportare urla e schiamazzi per tutta la notte, rifiuti, bottiglie e deiezioni di ogni tipo, fin sotto la porta di casa, danni a fioriere ed auto private – spiega la consigliera Santarelli -. Questa situazione va avanti ormai da anni, praticamente per tutti i fine settimana, senza che ci si sia fatti carico di far coabitare il diritto dei residenti con il diritto di chi gestisce i locali e di chi li frequenta. Il centro storico andrebbe valorizzato e curato, cercando di renderlo attrattivo non solo per chi voglia bere e mangiare, ma anche per chi intenda provare ad offrire (ed usufruire di) altri tipi di beni e servizi, a partire da un modo diverso di socializzare. Gli assembramenti che abbiamo visto in questi giorni, i parcheggi selvaggi, le bottiglie rotte e le persone che urinano ovunque non rendono certo accogliente una città che avrebbe invece un enorme potenziale, sia per chi ci vive, che da un punto di vista turistico».

Agnese Santarelli di Jesi in Comune

Questione complessa, come sostiene la stessa esponente di minoranza, «e che viene da lontano, dall’idea che l’unico sbocco possibile per il centro storico sia quello dell’enorme concentrazione di locali dove bere e mangiare, facendolo diventare un sorta di luna park di cui vantarsi e perdendo di vista il senso che un quartiere come questo dovrebbe avere. In questi anni è sicuramente mancata una gestione ed una presa in carico collettiva della questione, a partire dall’assenza dell’amministrazione comunale sul punto che non è riuscita nemmeno a garantire adeguati servizi igienici a disposizione degli utenti degli unici servizi offerti, nonostante il tema sia stato anche già portato in questo consiglio. I residenti stremati, dopo aver già tempo fa fatto le dovute segnalazioni, anche tramite esposti, in questi ultimi giorni sono tornati a sollecitare la questione in più modi, con un incontro con il Sindaco, con una lettera aperta alle forze politiche, ed anche con una petizione on line».

Ecco dunque la richiesta, sotto forma di interrogazione: «Quali provvedimenti il Comune intende adottare a tutela della valorizzazione e cura del centro storico e dei suoi residenti?», il quesito che porrà la consigliera Santarelli. Iniziati i sopralluoghi, intanto, per l’installazione delle videocamere di sorveglianza, sperando che fungano da deterrente per i malintenzionati. Prorogata fino al 30 dicembre, nel contempo, la gratuità dei dehors all’aperto, al fine di agevolare i locali chiusi a causa della pandemia Covid.

Exit mobile version