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Jesi

Jesi e la movida, il Pd: «Serve un tavolo di lavoro fra residenti, locali e forze dell’ordine»

A lanciare la proposta è la consigliera democrat Emanuela Marguccio, che ha presentato un’interpellanza in occasione del prossimo consiglio comunale

I controlli dei Carabinieri nel centro storico di Jesi

JESI – «Per quale motivo l’amministrazione non ha ancora aperto un tavolo permanente di lavoro e confronto che unisca cittadini, attività di bar e somministrazione cibi e bevande ed organi di controllo del territorio, a mezzo del quale costruire azioni, anche a lungo termine, utili alla prevenzione ed al contenimento di comportamenti inadatti e molesti al vivere civile che si manifestano regolarmente proprio nel cuore pulsante della nostra città?». A porre la domanda, attraverso un’interpellanza da discutere in consiglio comunale, è la consigliera del Pd, Emanuela Marguccio. Il riferimento è ovviamente alla “movida”, stigmatizzata con forza dagli abitanti del centro storico.

«Il centro storico cittadino, terminato il lockdown, è stato ripreso d’assalto dalla c.d. “movida” del fine settimana che puntualmente degenera, creando degrado e problemi di ordine pubblico di indubbia gravità – afferma Emanuela Marguccio -. Si manifestano risse, bivacchi, schiamazzi, rumori molesti in piena notte, comportamenti incivili, violenti, deturpamento di beni mobili e immobili, persino con episodi di intimidazione ed aggressione per chi reagisce chiedendo rispetto. Tale preoccupante realtà con cui convivono i residenti del centro storico genera spavento, esasperazione, ed a fronte di una situazione oramai intollerabile, si continuano a chiedere risposte efficaci. La densità e la frequenza degli episodi riportati dalle note stampa pongono la questione non più e non solo come una problematica di quartiere, ma come una questione che merita l’attenzione da parte di tutta la nostra città»

Già ad ottobre 2020, ricorda la consigliera democrat, «l’Amministrazione comunale ha riconosciuto l’insufficienza di meri interventi repressivi d’emergenza per risolvere la situazione, in quanto occorre anche promuovere e attivare “un progetto volto alla prevenzione, che punti a intercettare e recuperare quei giovani che sono avviati a un percorso avanzato di assunzione di sostanze o alcol”, un problema sociale che contribuisce fortemente a creare i disordini registrati e che va gestito coralmente, a più livelli. La soluzione di una problematica così complessa non richiede soltanto improvvisate azioni avviate in presenza di un’emergenza già incontrollata ed incontrollabile ma, oltre ai menzionati progetti di prevenzione per combattere la dipendenza da alcol e droga, necessita di un programma di azioni a lungo termine che renda le vie del centro storico luoghi sia attrattivi che sicuri, di modo che anche il divertimento notturno dei giovani possa essere vissuto come un elemento di coesione sociale, economica e culturale e non un opprimente problema. A dicembre 2020, constatata la mancata soluzione alla problematica in oggetto, alcuni residenti del centro storico si sono visti costretti a presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Ancona per denunciare le condotte moleste e violente che a tutt’oggi continuano, ed anzi paiono persino aumentare».

Se ne discuterà in aula, con l’amministrazione che fornirà le risposte, rimarcando probabilmente l’imminente installazione delle telecamere di videosorveglianza.