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Jesi

Movida molesta a Jesi, Bacci: «Bagni, videosorveglianza in centro e operatori di strada fra i ragazzi»

La risposta dell'amministrazione all'interpellanza dem sul tema. L'assessora Quaglieri: «A breve un progetto di cui siamo orgogliosi»

I controlli dei Carabinieri nel centro storico di Jesi

JESI – Al lavoro per bagni – non i chimici- e videosorveglianza in centro storico. Ma anche per un progetto di confronto con i giovani nei loro luoghi di ritrovo, affidato a operatori di strada. Sul fronte della polemica anti- movida, sono state le risposte fornite dal sindaco Massimo Bacci e dall’assessora ai servizi sociali Marialuisa Quaglieri alla interpellanza sul tema della consigliera Pd Emanuela Marguccio.

Il sindaco Massimo Bacci

«Non siamo stati con le mani in mano e non è vero che siano stati fatti interventi estemporanei- ha detto Bacci- stiamo lavorando per una soluzione sul fronte della disponibilità di bagni in centro. Ma non bagni chimici perché, come abbiamo visto con le Fiere, non risolvono i problemi dato che poi non vengono utilizzati. E poi ci stiamo muovendo per l’installazione della videosorveglianza, un deterrente che potrebbe risolvere in centro problematiche che poi, lo sappiamo, ritroveremo in altre parti della città come avvenuto dopo aver messo le telecamere a Porta Valle».

Bacci ha poi lasciato la parola all’assessora Quaglieri, che ha spiegato: «Ci siamo interrogate su questi temi con l’assessora Campanelli e a breve partirà un bellissimo progetto di cui siamo orgogliosi e che prevede che operatori di strada vadano nei luoghi di incontro più frequentati dai ragazzi per rilevarne bisogni, capirne il disagio e da cosa dipende».

Marialuisa-Quaglieri
Marialuisa Quaglieri

Dice inoltre Bacci: «Il problema di certi comportamenti giovanili non riguarda solo la nostra città, specie dopo il lockdown e nel momento in cui luoghi frequentati dai più giovani come le discoteche sono non più accessibili. I giovani cercano spazi per riappropriarsi della vita dopo i mesi scorsi, la questione è sociale e non solo legata al centro storico. Non è che risolvendolo qui, si risolverà il problema. Sono mesi che parliamo con abitanti e operatori centro, la cui associazione vorrebbe anche rivedere certe forme di cosiddetta movida, cambiando il modo di esercitare e facendo in modo che le serate non si protraggano molto a lungo nella notte. Certo non sono facilmente conciliabili le esigenze di chi a mezzanotte vuole andare a dormire e chi sta in piazza e discute».

Sulla chiusura anticipata dei locali per tre fine settimana Bacci dice: «L’abbiamo deciso dopo una lunga conversazione col Prefetto e per l’esigenza di porre immediato rimedio a una situazione non controllabile. Quando in una zona come il centro sono migliaia le persone, non sono due o quattro agenti che possono porre rimedio a tutte le situazioni».

Insoddisfatta della risposta Marguccio: «Il punto non è stato snocciolato come speravo. Ci vogliono un tavolo che crei reali protocolli operativi gestiti con personale adatto e un percorso condiviso anche con questi ragazzi e le famiglie».