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Jesi

Movida molesta a Jesi, allarme centro storico: i residenti incontrano il sindaco Bacci

I residenti chiedono le telecamere di sicurezza e un protocollo d'intesa tra Comune e forze dell'ordine per la gestione della movida nel weekend

La movida a Jesi (immagine di repertorio pre-covid)

JESI – Movida molesta, eccessi alcolici e risse. All’indomani dell’ennesimo weekend nel segno dello sballo nel centro storico di Jesi, con postumi facilmente visibili su portoni, finestre, marciapiedi e auto in sosta, i residenti esasperati hanno portato le loro richieste al sindaco Massimo Bacci. Un anno fa avevano anche inoltrato un esposto in Procura e da allora sono state moltissime le segnalazioni, le denunce e le chiamate al centralino del numero unico di emergenza 112 per chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

Sabato sera, nel marasma di gente che ha affollato il centro, i carabinieri hanno dislocato tutte le pattuglie disponibili e organizzato anche servizi a piedi per il centro storico, con le gazzelle di passaggio a lampeggiante acceso per fungere da deterrente a eventuali altri eccessi. Un espediente che ha attenuato in parte la confusione, ma i numeri fanno segnare un netto svantaggio per gli operanti delle forze dell’ordine, sempre pochi a fronte delle migliaia di ubriachi e gruppi di gang che attendono solo un po’ di calca per commettere furti e rapine (sabato sera un giovane è stato accerchiato da quattro uomini di colore, uno dei quali lo ha afferrato per il collo per rubargli il portafogli).

Se i residenti legittimamente chiedono più controlli e più presenza delle forze dell’ordine, d’altro canto i disordini dei weekend fanno trasparire la necessità di unità mobili debitamente preparate anche numericamente a fronteggiare queste situazioni, visto che un’aliquota radiomobile o una pattuglia della Stazione territoriale con due militari a bordo non riuscirebbe – senza rischio dell’incolumità stessa degli operanti – a riportare la situazione alla calma con un numero spropositato di esagitati. A meno che non si voglia ripetere quanto accaduto al Miù di Marotta.

«Non è sicuramente risolutivo che i locali modifichino i loro orari di chiusura, perché il problema è che la concentrazione degli stessi calamita ogni genere e tipologia di presenze che sfociano sempre in scorribande notturne di ubriachi (con deiezioni e vomiti) fino alle 5 del mattino – lamentano i residenti presenti all’incontro, in rappresentanza degli altri cittadini residenti e promotori del Comitato -. L’ingente concentrazione di persone agevola spaccio e fruizione di droghe (marijuana, pasticche e cocaina). I contatori dei privati sono ricettacoli per la “roba” e la coca viene tagliata e sniffata direttamente anche sui davanzali di alcune finestre. Se il cittadino prova a reagire o verbalmente dalla finestra di casa o presentandosi a buon diritto sulla propria soglia – continuano i residenti – viene nel primo caso irriso ed insultato e nel secondo rischia l’aggressione fisica, come è successo in via Roccabella/costa Baldassini, sabato 11 settembre, ad un residente preso a male parole e poi malmenato».

I carabinieri della Compagnia di Jesi in corso Matteotti


I danneggiamenti denunciati dai residenti

Nella loro lunga esposizione dei fatti al sindaco Massimo Bacci, i residenti hanno nuovamente denunciato i danni alle proprietà e alla salute pubblica (per via del mancato riposo). «Ogni fenomeno detto è in costante e preoccupante incremento; i residenti non sono solo esasperati ma spaventati a maggior ragione, per l’abbandono in cui versano. Denunciamo la totale assenza di tutela…».

I punti critici evidenziati dai cittadini sono in particolare Costa Pastorina, via Roccabella, Chiostro Sant’Agostino, via e vicolo Fiorenzuola, vicolo Fiasconi, vicolo del Giglio, vicolo delle Viole, via del Forno, Costa Baldassini, piazza Nova, vicolo Roccabella 1 e 2, Costa Lombarda, via Lucagnolo, Porta Valle (zona interna), via degli Spaldi, via Posterma e “giardini Sacco e Vanzetti”. Per la musica elevata e disturbo del sonno anche le piazze Spontini ed Indipendenza.

Le proposte del comitato

«Chiediamo il coinvolgimento serio e fattivo di tutte le forze dell’ordine per arrivare ad un controllo integrato e deterrente sul territorio indicato, ma non dalle 22, piuttosto in orario notturno dopo le ore 1, con serate scelte a campione e cadenza quindicinale – scrivono i residenti del Comitato – si auspica un protocollo d’intesa; l’installazione di telecamere. Si chiede un coinvolgimento dei residenti, per la dislocazione in base alla questione movida. E l’apertura di bagni pubblici (non chimici) in ore notturne, almeno fino all’una. Anche se non risolutivi, rimangono segno di civiltà, come avviene in tanti paesi e città delle Marche. Chiediamo il rispetto dell’art. 659 del Codice Penale (reato di disturbo della quiete pubblica e rumori molesti)».

Un’immagine della movida jesina di sabato sera (foto di repertorio)

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