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Jesi

Morte di Sergio Cascia, Anna Quaglieri (Iom): «Ho perso un fratello, una persona vera»

La fondatrice e presidente dell'Istituto Oncologico Marchigiano ricorda il medico: «Sempre disponibile, leale e modesto. Oggi sono distrutta dal dolore ma un uomo come lui lo merita»

Il dottor Sergio Cascia

JESI – «Sergio era come un fratello. Una persona vera. Sono distrutta dal dolore ma una persona come lui lo merita». Anna Quaglieri è commossa, fatica persino a parlare. Con il dottor Cascia, scomparso oggi (leggi l’articolo), e assieme al dottor Giorgio Rossi, ha fondato lo Iom – Jesi e Vallesina (Istituto Oncologico Marchigiano).

Anna Quaglieri

«Sergio era una delle poche persone vere che hanno arricchito la mia vita – rimarca Anna Quaglieri, presidente Iom -. L’ho conosciuto nel maggio del 1996. Gli ho parlato della mia idea dello Iom e la sua risposta fu: “Te me pari matta”. Poi il giorno successivo, constatata la mia determinazione, venne a casa mia e mi disse che stava con me. Da quel giorno non mi ha più abbandonato. Era quello che metteva d’accordo tutti, quello che riusciva a convincere le istituzioni, e a sdrammatizzare quando era necessario. Era una persona vera, sarò ripetitiva. Uno che diceva ciò che pensava. Ma sempre con modestia. Si definiva medico di campagna, ma le sue competenze erano innumerevoli e profonde. Abbiamo fatto convegni con personalità di rilievo della sanità nazionale e internazionale e lui, con quel suo dialetto, riusciva sempre a prendersi i riflettori. Era concreto. Era leale. Un professionista incredibile. Ho perso un fratello».

Sabato scorso Anna Quaglieri lo ha sentito al telefono per sapere come stava. «Poi ho provato a chiamarlo lunedì – rivela la responsabile Iom -, non mi ha risposto, e gli ho mandato un messaggio per dirgli che avevo necessità di sentire la sua voce, di sapere che stava bene. Purtroppo mi hanno comunicato del suo peggioramento. E oggi la tragica notizia. Speravo si riprendesse. Lui era il solito leone, combatteva, non si è mai lamentato. Si rimboccava le maniche, da buon medico di campagna, come amava definirsi. Mi è morto un fratello, il dolore è grandissimo. Ma lo merita. È stato un dono averlo conosciuto. La Vallesina ha perso una delle sue persone più belle».

Lo ricorda con grande affetto anche l’Avis Moie, in cui ha ricoperto il ruolo di coordinatore del sodalizio dal 1996 al 2016. «Quell’anno – ricorda l’Associazione dei donatori di sangue – il consiglio direttivo di Avis Moie accettò a malincuore le sue dimissioni volontarie. Durante la riunione del consiglio direttivo avisino il dottor Cascia disse, designando come suo successore la dr.ssa Valentina Di Tizio: “Ho ritenuto corretto dimettermi dal ruolo per il solo motivo di mancanza di tempo da dedicare agli accrescenti bisogni dell’associazione. Pertanto mi è sembrato leale proporre il nome di un collega capace di guidare l’Avis Moie nell’ambito sanitario”. In quell’occasione sottolineò più volte la sua fiducia verso i giovani e il loro entusiasmo. Nel 2017,  gli abbiamo donato una targa con su scritto “Venti anni di battaglie e vicinanza al donatore in qualità di Direttore Sanitario Associativo. Grazie per aver lavorato per migliorare la qualità di ogni donazione”. Ci stringiamo al dolore del figlio Raffaele, della compagna Rita Paoletti e delle persone a lui più vicine».

«Piango anche io il dottor Cascia, medico di Castelplanio – ha detto l’assessore alla sanità, Marialuisa Quaglieri, nonché responsabile nello Iom -. Aveva tantissime cariche ma era sempre attento e disponibile. Combattivo, pieno di idee e di voglia di fare. Mancherà a tutti».