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Jesi

Cassio Morosetti non c’è più, Jesi in lutto per il “suo” celebre fumettista

Il maestro delle vignette umoristiche aveva 97 anni. Ha donato 800 mila euro per la realizzazione del centro Alzheimer. Viveva a Milano e da tempo non tornava più nella sua città natale. Il ricordo del sindaco Bacci

Il sindaco Massimo Bacci, Cassio Morosetti e l'assessore Marialuisa Quaglieri

JESI – Cassio Morosetti è morto. Il celebre fumettista, nato a Jesi ma da sempre amorevolmente “arrabbiato” con la sua città natale, è deceduto nella sua casa di Milano. Aveva 97 anni.

«Sono stato un cattivo cittadino, sarò un buon cittadino onorario». Questo ha detto in collegamento Skype al consiglio comunale, ricevendo la civica benemerenza. Ha deciso infatti di donare 800 mila euro per la realizzazione del centro per malati di Alzheimer. «Sono scappato da Jesi settanta anni fa, non ci sono più tornato, amo moltissimo il mio paese. Tutte le notti, prima di addormentarmi, passeggio per le vie di Jesi, guardo i dettagli, osservo i muri – confessava qualche mese fa, il classe 1922 Morosetti -. Ma ho un caratteraccio e non ho intenzione di tornarci. Quando sono partito per la guerra, negli anni 40, erano tutti fascisti e mi avevano promesso un posto da usciere al sanatorio. Ma quando sono tornato, quel posto non l’ho avuto e nel frattempo erano diventati tutti comunisti».

Per la verità, il celebre fumettista e disegnatore, tra i padri della Settimana Enigmistica, avrebbe voluto utilizzare gli 800 mila euro in altro modo. E scherzosamente ma nemmeno tanto, è tornato alla carica con il sindaco Massimo Bacci, prima di formalizzare lo stanziamento per la struttura sanitaria. «Sindaco – ha rivelato -, destinerò una cifra importante per lo spostamento della fontana dei leoni da piazza Federico II a piazza della Repubblica. Non sarò contento finché non vedrò al suo originario posto quella maledetta fontana e il suo primo zampillo. Lo metterò nel testamento».

«In giorni così drammatici scrive il sindaco Massimo Bacci -, la scomparsa di una persona di 97 anni potrebbe passare in secondo piano. Ma per Cassio Morosetti, cittadino onorario, è doverosa una eccezione. Perché è stato un grande personaggio, un vero artista nel suo campo, definito il caposcuola delle moderne vignette umoristiche in Italia. L’ho conosciuto personalmente qualche anno fa, perfettamente lucido, brillante, decisamente con una marcia in più. Mi ha chiamato per donare al Comune di Jesi 800 mila euro con cui proprio quest’anno realizzeremo il nuovo centro per l’Alzheimer. Amava Jesi, benché si fosse allontanato fin da giovane e certe vecchie situazioni, mi aveva confidato, lo avessero amareggiato. Ma proprio in tarda età aveva scelto la sua città natale per questo regalo davvero importante. Avremo modo di esprimergli la nostra riconoscenza, perché la città di Jesi non dimentica né mai dimenticherà i suoi figli migliori».

Vignettista e umorista affermato, per oltre un ventennio, fino ai
primi anni settanta, Morosetti realizzò i suoi disegni per la “Domenica del
Corriere”, “Il Corriere della Sera”, “Epoca”, “L’Europeo”, “Candido”,
“Topolino”, “Grazia”, “Il Monello”.

«È scomparso Cassio Morosetti – lo ricordano gli amici di Jesi e la sua Valle -. Noi, per anni siamo stati il tramite tra lui, jesino di nascita e milanese di adozione, e la sua città, Jesi. Ci confessava che, prima di addormentarsi, tutte le sere, passeggiava per le strade della sua città, una città ideale e invisibile. È stato per noi un amico sincero, e generosissimo come nessun altro. È stato, forse proprio perché lontano, uno tra gli jesini più appassionati della sua terra. La sua straordinaria amicizia è valsa alla città di Jesi una donazione sostanziosissima per il Centro Alzheimer. Lucidissimo fino alla fine dei suoi giorni, è scomparso nel silenzio, lasciando questa sua “vita da umorista”. L’umorismo, insieme a un’acuta lucidità, lo ha sorretto fino alla fine della sua lunga e ricca vita. Un riverente saluto ad uno fra i più sinceri e cari amici».

I disegni di Cassio Morosetti