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Jesi

Morte di Aroldo Cascia, il sindaco Bacci: «Un punto di riferimento per questa città»

Il Primo Cittadino ricorda il predecessore ed ex senatore deceduto: «Gli ho sempre riconosciuto tenacia, passione politica, coerenza, senso di giustizia sociale e capacità di visione»

Aroldo Cascia (foto gentilmente concessa da Jesi e la sua Valle)

JESI – Un vuoto incolmabile per la città. Aroldo Cascia, il senatore Cascia, sindaco per due legislature, è morto ieri, 26 febbraio. Aveva 82 anni. In tanti lo ricordano perché tanti lo conoscevano e ne apprezzavano le qualità umane e politiche.

«Per otto anni sindaco, per due legislature senatore della Repubblica, Aroldo Cascia è stato sicuramente un grande punto di riferimento per la nostra città nella seconda metà del secolo scorso – scrive il sindaco Massimo Bacci -. Gli va riconosciuto il grande merito di aver contribuito, da amministratore, allo sviluppo urbanistico e al rafforzamento del tessuto sociale di Jesi, pur in un momento certamente non facile per l’intero Paese. L’ho incontrato più volte in questi anni quando è venuto in Comune per propormi iniziative legate all’Istituto Gramsci o comunque ad attività culturali orientate ai valori in cui credeva. E ho notato sempre in lui il forte spirito che lo animava. Ci siamo anche scontrati sulla questione dello Statuto e del titolo di Città Regia. Ma benché su posizioni completamente diverse in molte cose, gli ho sempre riconosciuto tenacia, passione politica, coerenza, senso di giustizia sociale e capacità di visione. Sono certo che l’Istituto Gramsci e coloro che hanno percorso insieme a lui il cammino politico e culturale in questi decenni sapranno offrire alla città occasioni per mantenere testimonianza della figura e dell’opera di Aroldo Cascia. Ai familiari il cordoglio mio personale e dell’Amministrazione comunale tutta».

Professore di geografia generale ed economica, Cascia in questi anni aveva coltivato l’impegno nell’Istituto Gramsci Marche. Era stato fra gli altri autore, con Pietro F. Fanesi di “Storie di Jesi sovversiva” e con Patrizia Rosini di “Bandiera rossa sul campanile”. È stato sindaco della città dal 1975 al 1983, e senatore della Repubblica dal 1983 al 1992 (eletto nelle file del PCI). Tanti i messaggi di cordoglio.

«Con la scomparsa di Aroldo Cascia – il commento di Daniele Fancello dell’Anpi provinciale – perdiamo un punto di riferimento. Un Compagno sempre pronto ad ascoltare e dare consigli, una guida politica, un antifascista sempre in prima linea. Ci ha donato un immenso patrimonio di conoscenza. Ora ognuno di noi che ha avuto la fortuna di conoscerlo e apprezzarlo, deve proseguire sulla strada dell’impegno politico e civile da lui tracciata. Esprimo le mie più sentite condoglianze e quelle di tutta l’Anpi della provincia di Ancona alla sua famiglia».

Aroldo Cascia assieme a Patrizia Rosini e Daniele Fancello

«Il libro che avevamo cominciato resterà lì, nel cassetto delle cose belle da fare. Un grande piacere è stato averti conosciuto e un dono è stato aver lavorato insieme. Addio, Aroldo! Mi mancherai tantissimo», le parole affidate a Facebook di Patrizia Rosini, insegnante, storica ed ex sindaca di Staffolo, molto amica del senatore.

Anche il sindaco di Ancona, Valeria Manicinelli, si unisce al cordoglio unanime per la scomparsa del senatore. «Cascia si è distinto per la passione civile e politica, battendosi per l’unità del partito, nonché per la sua attività nell’Anpi e dell’’Istituto Gramsci Marche. Lo ricordiamo come esempio di integrità e coerenza».

«Ieri ci ha lasciato Aroldo Cascia – dice l’ex parlamentare Emanuele Lodolini -. È stato senatore, sindaco di Jesi, professore, dirigente del Pci. Uomo di grande intelligenza e grande tenacia, di cultura. L’ho sempre stimato moltissimo, anche quando ci siamo confrontati su posizioni diverse. Credo che chi ha a cuore il nostro territorio e la lotta per la giustizia sociale debba essergli grato, per l’impegno di una vita intera. Ciao Aroldo, la terra ti sia lieve».

«Aroldo Cascia lo ringrazio per il suo contributo politico e storico. Che la politica e la storia viaggiano sempre insieme, negli uomini che lasciano un segno», il ricordo di Lorenzo Fiordelmondo, consigliere comunale del Pd.

«Per noi cittadini, è stata una figura di riferimento – osserva Dino Mogianesi in rappresentanza del quindicinale Jesi e la sua Valle -. Per noi di Jesi e la sua Valle è stato un amico, che ci ha seguito con attenzione e continuità. Quando veniva in redazione, la sua domanda era sempre quella, dopo i saluti: “Che si dice?” Prima di parlare o di dire la sua, voleva ascoltare, sapere, informarsi. Veniva da noi abbastanza spesso, per salutare, proporre e, soprattutto, cercare nel nostro archivio per i suoi studi storici, che non aveva mai abbandonato. Un uomo coerente, un signore. Ciao, Aroldo. Sincere, affettuose condoglianze alla famiglia».

Arriva anche il ricordo di Rifondazione Comunista: «Passando per il corso di jesi alle 10 del mattino, ci mancherà un signore attempato che passa con la sua bicicletta, salutando tutti perchè tutti lo salutano. Ci mancherà molto Aroldo Cascia, ci mancherà per le sue battute ironiche, per il suo non sapersi rassegnare alle intemperie di questa epoca terribile. Non si riconosceva e non si adeguava alle pochezze del presente, all’idividualismo esasperato, lui che aveva praticato per una vita la Politica con un alto senso dello stato e delle masse popolari. Ci mancherà per il suo sincero antifascismo, per il suo radicato essere democratico, dalla parte degli ultimi».