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Jesi

Il ministro del turismo Massimo Garavaglia a Jesi: «Coraggio, grinta ed entusiasmo: ecco cosa ci serve»

A Jesi una delle tappe di un serrato tour domenicale nella nostra regione iniziato per il ministro a Gradara. «L’unico modo di uscire dal lockdown è fatturare. Ma per farlo non basta dire che le Marche sono un posto bello, bisogna portare turisti»

Il Ministro Garavaglia a Jesi

JESI – «Non mi piace parlare di resilienza, quando sento questo termine penso a una connotazione negativa, è come se ci dicessero di attendere che passi la tempesta, invece alle Marche e a questo Paese servono coraggio, grinta ed entusiasmo». Termina così, con questo invito a rialzarci, l’incontro del ministro del Turismo Massimo Garavaglia a Jesi, questa mattina. Una delle tappe di un serrato tour domenicale nella nostra regione iniziato per il ministro a Gradara a Villa Convertino, poi proseguito a Jesi ospite all’Istituto Marchigiano di Enogastronomia e nel pomeriggio poi a Castelfidardo (Klass Hotel), Civitanova Marche (Shada club), Porto Sant’Elpidio (Holiday family village) per chiudersi in serata a San Benedetto del Tronto.

Nella visita jesina – la cui regolarità e sicurezza è stata assicurata dal servizio d’ordine privato e da un cordone di agenti del Commissariato di Jesi – il ministro è stato accolto dal sindaco Massimo Bacci insieme all’assessore al Turismo e Sport Ugo Coltorti, dal presidente provinciale Cna Maurizio Paradisi e locale Francesco Barchiesi, da Pierluigi Bocchini (Confindustria), gli imprenditori Daniele Crognaletti e Maria Marchegiani (presidente di Orj di Jesi), dal presidente di Confartigianato Ancona Paolo Longhi e del comitato Vallesina Marco Arlia. Non sono voluti mancare a questo appuntamento gli onorevoli Patassini, Lucertini, Paolini e il senatore Pazzaglini; i consiglieri regionali Bilò, Biondi e Menghi, le coordinatrici locali della Lega Romina Trombetta e Angela Console, la referente responsabile di settore Lindita Elezi e degli Enti locali Luca Natalucci, oltre al responsabile del tesseramento regionale Massimiliano Cannas.

L’assessore regionale Giorgia Latini

A introdurre i lavori, incentrati su turismo, ripresa e ascolto del territorio, l’assessora regionale alla cultura Giorgia Latini: «È una stagione estiva fortunata che sta andando bene – dice – dati incoraggianti con un incremento del turismo del +26% rispetto all’anno scorso. Funziona l’effetto Mancini, che si è fatto sentire, il nostro testimonial d’eccezione che secondo le associazioni di categoria ha portato più un miliardo di economia reale nei nostri territori. Stiamo lavorando per un rilancio dei nostri borghi e delle nostre risorse con una proposta di legge per il rilancio del turismo nei nostri borghi, recentemente approvata, con l’internazionalizzazione. Siamo soddisfatti della sinergia tra la Regione Marche e il ministro Garavaglia che porterà altri frutti. Non ci focalizziamo solo sulla costa, ma anche sui borghi dell’entroterra e gli eventi culturali: a settembre partirà il festival dei Borghi “MarcheStorie” con artisti marchigiani che racconteranno storie e leggende di questi splendidi luoghi e così attrarranno pubblico e turisti».

Il sindaco Massimo Bacci nel ringraziare il ministro per la visita che dimostra grande attenzione al territorio, ha sottolineato come «abbiamo vissuto momenti migliori, in questo territorio l’economia è sempre stata avanzata grazie al Dna dei nostri imprenditori ma stiamo vivendo un momento in cui vi sono per lo più piccole e medie imprese e il territorio ha bisogno di rilancio. Grazie al recovery possiamo ridurre il gap, ma c’è una curva demografica che fa paura con uno spopolamento dei territori e un rischio grande di dissesto idrogeologico, perché le terre non vengono curate come prima. Dobbiamo pensare ad una accoglienza diffusa – conclude Bacci – attraverso la formula degli alberghi diffusi e una accoglienza adatta a questo territorio. Con infrastrutture e maggiori possibilità di accoglienza di si potrà avere uno sviluppo turistico diverso. Non abbiamo, purtroppo, il Dna dell’accoglienza e su questo dobbiamo lavorare con un salto di qualità. Con la pandemia è cambiato il turismo, bene l’effetto Mancini ma purtroppo ad oggi non siamo pronti ad accogliere tantissime persone che vengono sul territorio per questo – ha concluso rivolgendosi alle associazioni di categoria presenti – dobbiamo lavorare in questa direzione».

Il ministro insieme al sindaco Massimo Bacci e all’assessore Giorgia Latini


Tanti i temi all’attenzione del ministro: dall’esigenza identitaria del territorio attraverso il vino alle vaccinazioni e green pass urgenti per le aziende per garantire un inverno di lavoro; le infrastrutture e l’Aeroporto, gli alberghi. Il ministro, che ha esordito dicendosi entusiasta di tornare a Jesi che aveva già visitato per motivi familiari, ha puntualizzato subito: «L’unico modo di uscire dak lockdown è fatturare. Ma per farlo non basta dire che le Marche sono un posto bello, bisogna portare turisti. Se a gennaio l’Italia è il Paese più ricercato nei motori di ricerca e a fine anno è tra il quinto e sesto più visitato, significa che qualcosa non torna. Dunque, ben vengano le iniziative della Regione Marche, ben vengano i testimonial come Mancini, Vezzali. Ma quanti sanno che Jesi è anche la terra natale di Giovan Battista Pergolesi? Su questo dobbiamo puntare».

In tema di infrastrutture, Garavaglia ammette che «la scelta scellerata di abolire le province ha significato aver dimenticato le strade provinciali diventate ovunque un disastro. Ora dobbiamo spendere il triplo per intervenire». E se le infrastrutture sono parte integrante del Recovery Fund, un punto chiave della ripresa economica, secondo il ministro, è il saper accogliere. «Abbiamo enormi potenzialità – dice ancora – siamo il Paese più bello del mondo, dove si mangia meglio ma dobbiamo farlo sapere. Dal 2000 al 2014 abbiamo registrato un decremento di meno 25 milioni di visitatori stranieri rispetto agli altri Paesi. Dobbiamo promuovere il sistema Italia, ad esempio la rete delle città legate alla musica classica proponendo agli appassionati del genere un pacchetto completo. Così come andrebbe intercettato il settore dei motori, magari per i 100 anni della Moto Guzzi. Siamo il Paese più conosciuto al mondo, basti pensare che all’Expo la prima offerta è un corso di cucina italiana e una visita al parco auto Ferrari. Se un turista viene a Jesi deve mangiare i vincisgrassi. E qui mi collego a un’altra questione: serve personale. Il settore del turismo ha bisogno di 100.000 persone eppure la soglia dei disoccupati è del 10%. Qualcosa non torna, tra reddito di cittadinanza e contributi agli stagionali nel settore della ristorazione ci sono regole sbagliate che vanno cancellate».

Il ministro parla di “piano strategico” per promuovere i prodotti che identificano i territori, come il Verdicchio e il vino. «Facciamo diventare l’Italia capitale del vino», suggerisce introducendo anche un altro tema importante verso il futuro: il digitale. «Vengo da Gradara, dove il territorio punta sulla storia di Paolo e Francesca, su Dante: cosa ci vuole a mettere in rete i siti danteschi? Noi mettiamo la app, ma i contenuti e le esperienze da proporre devono essere curati dai territori».

Ultimo aspetto, quello delle e-bike. «Ma ad esse vanno collegati i B&B per l’accoglienza, i siti per l’attacco della corrente, le trattorie dove mangiare e i percorsi da fare, perché le Marche non hanno solo boschi da attraversare in sella ma molto molto più da offrire».

Sul discorso vaccini-green pass, Garavaglia rassicura: «Non possiamo permetterci un terzo lockdown, questo Paese non lo regge. Stiamo aperti e andiamo avanti. Stiamo ultimando i protocolli per la stagione invernale e per garantire l’apertura e la funzionalità della stagione sciistica, c’è necessità di far partire gli impianti. Magari non al 100%, magari con più controlli, ma dobbiamo usare tutta l’inventiva possibile per uscire dalla crisi».

La visita del Ministro si è conclusa con un pranzo all’Istituto Marchigiano di Enogastronomia insieme ai rappresentanti del territorio.