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Jesi

Nave Diciotti, la Caritas di Jesi: «Abbiamo dato disponibilità»

A Jesi il presidente è Marco Mario D’Aurizio che spiega: «Solo nei prossimi giorni sapremo se arriveranno o meno, se c'è bisogno oppure no»

La Caritas jesina nella nuova sede
La Caritas jesina nella nuova sede

JESI – È circolata in queste ore la notizia che alcuni migranti della Diciotti, la nave rimasta attraccata al porto di Catania, potrebbero essere ospitati a Jesi.

A farsi carico di 100 delle persone rimaste a bordo della nave intitolata al Maggior Generale di Porto Ubaldo Diciotti, è stata la Cei, di cui la Caritas Italiana è l’organismo pastorale.

Il direttore della Caritas diocesana, Marco D’Aurizio

A Jesi il presidente è Marco D’Aurizio che spiega: «Come è noto, la Cei ha preso la decisione di ospitare cento persone.

Potrebbero arrivare a Jesi oppure no, quel che è certo è che abbiamo dato la disponibilità. Solo nei prossimi giorni sapremo se arriveranno o meno, se c’è bisogno oppure no».

La Caritas jesina, lo scorso anno, aveva invitato al Centro Pastorale di via Lorenzo Lotto il cardinale Francesco Montenegro, presidente di Caritas Italiana e arcivescovo metropolitano di Agrigento che comprende anche Lampedusa e Linosa. Accanto a lui c’era anche il Vescovo Gerardo Rocconi (leggi l’articolo). Inequivocabili in quella occasione, le parole del prelato messinese: «Dio lo troviamo su un barcone, siamo abituati a vederlo glorioso per questo con gli abiti sporchi e con un altro colore della pelle non lo riconosciamo».

Sul significato dell’accoglienza: «Non basta dar voce ai poveri, l’accoglienza vera è quando avranno voce e siederanno alla nostra tavola». Al Centro Pastorale si era parlato anche del progetto dei corridoi umanitari che si sono attivati con l’Etiopia.