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Jesi

Jesi: maxi rogo di Tabano, indagini concentrate su un cantiere

L'ipotesi al momento più accreditata sarebbe quella dell'incendio colposo scaturito involontariamente durante lavori edili

I Carabinieri Forestali sull'incendio di via Montesecco

JESI – È stata finalmente ripristinata la viabilità nella zona tra Tabano e Montesecco interessata dal maxi incendio di giovedì, che ha distrutto 400 ettari di terreno coltivato tra Colle Onorato, Monteschiavo, Montesecco, Tabano e l’Acquasanta. Sebbene ancora vi siano i segni del vasto incendio, con la terra bruciata e annerita, la situazione sta tornando a una lenta normalità. Ma la paura è stata davvero tanta e adesso tocca fare la conta dei danni, valutando se oltre a bruciare terreni siano stati danneggiati edifici, pertinenze e orti. Il fuoco si è mosso con una velocità impressionante, venti minuti per distruggere ettari ed ettari di coltivato, spinto con forza dalle raffiche di vento. Parallelamente al grande lavoro dei Vigili del fuoco, della Protezione civile, di elicotteri e canadair che hanno effettuato numerosi lanci d’acqua per domare le fiamme dall’alto, di Carabinieri, Polizia locale e sanitari, merito va anche reso a chi – senza una divisa addosso, ma per puro senso civico – quel muro di fuoco impressionante lo ha sfidato con coraggio: sono gli agricoltori della zona, uomini anche non più giovanissimi che non hanno esitato a salire sui loro trattori e mentre il fuoco avanzava verso di loro minacciosamente, tuttavia hanno lavorato per tracciare i solchi. Smuovendo il terreno con aratri ed erpici, hanno tracciato solchi profondi che hanno bloccato l’avanzare delle fiamme, aiutando così a circoscriverle. Gli stessi agricoltori e residenti della zona che hanno messo anche a disposizione degli elicotteri e canadair pozzi e piscine per l’approvvigionamento dell’acqua per i lanci. L’unione fa la forza.


Le indagini.  
E se si lavora per il ripristino alla normalità delle colline tra Jesi e Maiolati Spontini, continua serrato anche il lavoro dei Carabinieri Forestali di Jesi San Marcello per far luce sulle responsabilità relative al maxi incendio. I Carabinieri Forestali guidati dal Comandante Luca De Leoni Vitale stanno portando avanti indagini serratissime. Forti indizi di colpevolezza si concentrano su un piccolo cantiere edile allestito da qualche giorno in via Monteschiavo di Maiolati Spontini, per effettuare lavori di ristrutturazione presso una struttura turistico-ricreativa. Sarebbe quello infatti, in base alle risultanze degli esperti repertatori incendi dei Carabinieri Forestali, individuato come il punto di insorgenza del fuoco. Le persone fortemente indiziate sono al momento due. L’ipotesi più accreditata sembra essere quella dell’incendio colposo, cioè involontario. Si presume che durante la lavorazione con l’utilizzo di strumenti meccanici da cantiere edile siano scattate delle scintille incandescenti che poi, con le alte temperature e le raffiche di vento, potrebbero avere un nesso causale con l’incendio sviluppatosi proprio da Monteschiavo e Colle Olivo, per poi propagarsi velocemente, spinto dal forte vento, fino all’Acquasanta.

Ipotesi dolosa esclusa.
Viene categoricamente escluso l’atto doloso. Era la paura più grande che serpeggiava tra chi assisteva inerme all’azione violenta del fuoco che divorava tutto: ma non c’è nessun piromane dietro tanta devastazione, è stata esclusa la volontarietà dell’incendio. I Carabinieri stanno lavorando su un fronte diverso e stanno raccogliendo elementi per chiarire il tipo di lavorazione e stabilire così il grado di responsabilità. Si potrebbe profilare dunque l’ipotesi di reato di “incendio boschivo colposo” poiché sebbene il fuoco si sia spostato su campi di grano e arati, avrebbe potuto con le condizioni predisponenti (temperature elevate, forte vento e vegetazione anche secca) propagarsi su aree boscate. I responsabili, al termine di tutte le indagini saranno denunciati alla Procura di Ancona.

I Carabinieri forestali di Jesi San Marcello sul luogo dell’incendio
I Carabinieri della Compagnia di Jesi.