Martiri XX giugno: «Ricordare è un dovere morale»

Andrea Mazzarini vice presidente dell'Anpi di Jesi, ricorda l'appuntamento con il 74esimo anniversario al cippo dei Martiri del XX giugno a Montecappone. Parteciperà Antonio Mastrovincenzo

Un momento della commemorazione negli anni passati
Un momento della commemorazione negli anni passati

JESI – «Ricordare come dovere morale». Andrea Mazzarini, vice presidente dell’Anpi di Jesi ricorda il tradizionale appuntamento al cippo dei Martiri del XX Giugno, a Montecappone.

Cippo dei Martiri dell’Eccidio di Montecappone

In occasione del 74esimo anniversario di quanto accadde il 20 giugno 1944, quando una squadra di soldati tedeschi e fascisti portò una ventina di giovani, alcuni jesini, verso villa Armanni, in contrada Montecappone. Qui i nazifascisti avevano sistemato il loro comando, i giovani furono perquisiti e picchiati e sette di loro furono ammazzati. «Ricordare la Storia e le Storie come impegno civile, personale e collettivo – spiega Mazzarini – Il 20 giugno 1944 in Contada Montecappone militari nazisti e fascisti, uccisero dopo averli torturati, sette giovani Partigiani. Si chiamavano Armando e Luigi Angeloni, Francesco Cecchi, Alfredo Santinelli, Mario Saveri, Vincenzo Carbone, Calogero Grasceffo. Erano giovani e giovanissimi, nati e vissuti in Via Roma tranne Carbone calabrese e Grasceffo siciliano; alcuni facevano parte dei Gap, i gruppi di azione patriottica, mentre altri erano andati in montagna nelle bande partigiane».

La giornata prevede la formazione del corteo al bivio Bellavista di Montecappone, ore 19.30, e a seguire la commemorazione al Cippo dei Martiri del XX Giugno. Ospite della manifestazione è Antonio Mastrovincenzo, presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche. Un pulmino accompagnerà gratuitamente quanti vorranno partecipare alla manifestazione, le fermate sono previste in Piazza della Repubblica alle 18.45, all’Arco Clementino alle 19 e in via Roma alle 19.15 (in caso di maltempo la celebrazione si effettuerà nella sala consiliare del Municipio). «Celebrazioni come queste contribuiscono a tenere viva la memoria dei terribili fatti accaduti durante gli anni della Resistenza nella nostra città, così ci sarà ancora chi potrà dire “Io ho visto”, e ci siamo noi che possiamo scrivere, leggere, raccontare, tramandare, commuoverci – conclude Mazzarini – per più generazioni possibili, per i nostri figli, perchè la memoria sopravviva a noi ed alle generazioni future».

Il Comune di Jesi e il Comitato Cittadino per la Difesa delle Istituzioni Democratiche invitano la cittadinanza a partecipare all’anniversario del sacrificio. Dopo l’uccisione dei giovani, i contadini della zona, che avevano sentito e visto tutto, completamente terrorizzati per l’accaduto, non ebbero sul momento il coraggio di esporsi. La ricostruzione della giornata, effettuata sull’Atlante delle stragi naziste e fasciste in Italia da Chiara Donati, con la collaborazione di Roberto Lucioli (responsabile archivio Istituto Storia Marche) ricorda: «Il giorno dopo i reparti fascisti ripartirono con tutti i mezzi, dopo aver mostrato, secondo le testimonianze, grandi ritratti di Mussolini nel corso di una stravagante processione per le strade cittadine. Fu solo dopo la loro partenza che i familiari tornarono nuovamente in contrada Montecappone, dove stavolta scoprirono finalmente i cadaveri dei loro ragazzi, gettati dentro a un fossato. Fu data loro una degna sepoltura e nei mesi successivi i loro resti saranno  solennemente trasferiti nel Famedio dei Caduti, mentre sul posto della fucilazione verrà collocata una lapide in loro ricordo».