Un secondo caso di Dengue a Jesi. Ora la disinfestazione è all’ex Smia

All'inizio di agosto era stato colpito da questa malattia tropicale un cittadino straniero, adesso uno jesino rientrato da un viaggio all'estero. Da protocollo è necessario ridurre la popolazione delle zanzare mediante interventi larvicidi e di igiene urbana

Jesi

JESI – E due. A Jesi si torna a parlare di Dengue, una malattia tropicale trasmissibile con le zanzare. Ad essere colpito un giovane jesino rientrato da un viaggio all’estero. Ora il ragazzo, che ha soggiornato nella propria abitazione cittadina, sta migliorando. Ad agosto il primo caso: coinvolto in quell’episodio un cittadino straniero. Anche allora una disinfestazione in viale Trieste, viale XXIV Maggio, piazzale San Savino e Porta Valle.

Ora è di nuovo allarme. «In base al “Piano Nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare invasive” (tra cui il virus Dengue), quando si verificano casi simili sono da prevedere azioni di riduzione della popolazione delle stesse zanzare mediante interventi larvicidi e di igiene urbana», spiega l’amministrazione.

È stata disposta – in via cautelativa e precauzionale – dunque una disinfestazione da zanzare invasive in un raggio di 200 metri dall’abitazione del soggetto infetto (come da protocollo previsto). La zona della città interessata alla disinfestazione è quella del quartiere ex Smia, con un perimetro indicativamente individuato tra viale del Lavoro, via Anconetani, via Padre Pellegrini e via Fava.

Le operazioni saranno effettuate a cura di una ditta specializzata in orario notturno per le prossime due notti, quella tra venerdì 20 e sabato 21 e quella tra sabato 21 e domenica 22 settembre, a partire dalle ore 1.00.

«Malgrado si tratti di prodotti disinfestanti non pericolosi per la salute, si raccomanda che, durante le operazioni, i residenti nelle vie interessate tengano le finestre chiuse e trattengano gli animali domestici all’interno delle abitazioni fino al mattino successivo.
I cittadini interessati saranno informati tramite volantini e messaggi sonori», spiega in una nota l’Asur.