Maiolati, la giunta Consoli dice no alla riprofilatura della discarica. Il neosindaco: «Si chiude un ciclo storico»

Lo stop definitivo dell’impianto della “Cornacchia” di Moie entro la fine dell’anno. Senza questo atto si sarebbe prolungata di due anni e mezzo la vita attiva del polo di smaltimento. Ecco le motivazioni

La discarica Cornacchia di Moie di Maiolati

MAIOLATI SPONTINI – La giunta comunale, nella seduta di oggi, lunedì 24 giugno, ha deciso di non dare corso al progetto di riprofilatura del primo stralcio della discarica presentato dalla Sogenus Spa. «Si conclude un ciclo storico – osserva il sindaco Tiziano Consoli – e ora se ne dovrà avviare un altro».

La conseguenza della deliberazione della giunta sarà la chiusura definitiva dell’impianto della “Cornacchia” di Moie entro la fine dell’anno. Senza tale atto, avallando cioè la delibera adottata il 22 maggio del 2018 dalla giunta Domizioli, si sarebbe prolungata di due anni e mezzo la vita attiva del polo di smaltimento della discarica.

Il primo cittadino di Maiolati Spontini aveva ribadito la posizione dell’amministrazione sulla discarica anche lo scorso 9 giugno, nel suo intervento alla cerimonia di chiusura dell’anno accademico dell’università degli adulti dell’Unione dei Comuni della Media Vallesina. «Questa comunità e questo territorio devono andare d’accordo – aveva detto Consoli – e se si vogliono risolvere i problemi, bisogna affrontarli all’interno di un contesto che è la Media Vallesina».

All’indomani della decisione Consoli aggiunge: «Ogni impegno preso è stato pienamente coerente con la decisione di non consentire ulteriori abbancamenti di rifiuti e di valutare soluzioni alternative, che possano dare seguito ad una riconversione del sito. Percorsi, quelli che stiamo vagliando, che permettano di sfruttare progettualità alternative, nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini del territorio».

Punti, questi ultimi, ribaditi anche nel testo della revoca della delibera. Il no al progetto di riprofilatura del vecchio settore della discarica Cornacchia viene motivato dal sindaco Consoli e dagli assessori comunali anzitutto facendo riferimento al programma elettorale della lista “Insieme per i cittadini” che prevede come “la società partecipata Sogenus Spa possa riconvertirsi con un nuovo piano industriale per la trasformazione dei rifiuti differenziati in nuovi prodotti o materie prime da ricollocare nel mercato”.

Coerentemente a quanto definito nel programma elettorale, quindi, la nuova amministrazione «intende farsi promotrice degli indirizzi espressi dalle normative comunitarie, nazionali e regionali, in termini di salvaguardia e tutela ambientale del territorio e di sviluppo occupazionale, nell’ottica della cosiddetta “Economia Circolare” in materia di rifiuti».

Viene così scongiurato il prolungamento dell’attività della discarica con l’abbancamento, in elevazione, di ulteriori 197.000 tonnellate di rifiuti perché il territorio «è già stato pesantemente penalizzato – si legge nel testo della delibera della giunta Consoli – da un’attività di smaltimento dei rifiuti urbani ed industriali che va avanti da oltre trent’anni. Il progetto con l’abbancamento di ulteriori rifiuti non risulta minimamente coerente con la volontà di promuovere e sostenere le attività di riutilizzo, riciclaggio e recupero dei rifiuti e con la volontà di attuare iniziative dirette a limitare la produzione dei rifiuti ed a favorire il riutilizzo, il riciclaggio ed il recupero degli stessi».