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Jesi

Jesi, i locali escono in strada per riprendere a lavorare

Aumentano giorno dopo giorno le richieste di installazione di dehors. L’amministrazione sta predisponendo un regolamento. Vincoli stringenti nelle piazze

JESI – Tavoli e sedie fuori dai locali, gli operatori si riorganizzano per poter lavorare. Sono undici, al momento, le richieste pervenute in Comune, da sommare alle oltre cinquanta autorizzate lo scorso anno. Riguardano sia il centro che la periferia, con particolare riferimento a viale della Vittoria. Ad oggi, non si paga la tassa di occupazione di suolo pubblico: l’esonero vale fino a giugno, ma non si esclude che tale agevolazione possa essere estesa fino a ottobre.

La giunta Bacci, nel frattempo, per conciliare l’utilizzo di spazi attrezzati per la somministrazione all’aperto con la qualità di vita dei residenti, sta predisponendo un regolamento da portare in votazione in consiglio comunale. A tale proposito, sono state individuate alcune aree non idonee all’introduzione degli arredi mobili, al fine di preservare l’aspetto architettonico-monumentale della zona, o per ragioni di sicurezza. Privilegiati i dehors di tipo “aperto” (costituiti da soli arredi oltre a coperture quali ombrelloni o tende senza delimitazioni perimetrali). Si individua, infine, un rapporto tra la superficie del dehors concedibile e quella del locale di somministrazione di cui è pertinenza, fermo restando il limite di superficie massima di 30mq.

Lungo Corso Matteotti, fino a piazza Federico II, sono consentiti solamente dehors di tipo aperto, senza pedana e con soli arredi e ombrelloni da rimuovere alla chiusura dei locali, mentre negli altri spazi all’interno della cinta muraria, resta sempre il divieto per i dehors coperti e delimitati, ma è consentita l’installazione di eventuali pedane. Minori le restrizioni fuori dalle mura. Nel resto del territorio, non vi sono invece limitazioni, fatto salvo il via libera di piazza Indipendenza. Vincoli stringenti, dunque, nelle piazze, i cui progetti saranno valutati di volta in volta.

L’obiettivo, spiega l’amministrazione, è quello di «migliorare l’inserimento nel contesto storico degli arredi a servizio delle suddette attività, lasciando il più possibile liberi i principali coni visuali delle vie e piazze verso i monumenti o gli edifici vincolati».