Lo jesino Andrea Esposto sul Cammino di Santiago: «Qui siamo tutti uguali»

Il viaggio è iniziato il 2 maggio scorso e ci vorrà più di un mese per arrivare non solo nella città di San Giacomo ma sino a Muxia, passando per Finisterre, uno degli estremi lembi occidentali del nostro continente. In tutto un percorso di più di 800 chilmetri che si comincia a Saint Jean Pied Port, in Francia

Andrea Esposto

JESI – «Quanta fatica! Ma è proprio nella fatica che il Cammino esprime la sua magia».

Andrea Esposto, il 50enne jesino che va pellegrinando, da martedì 2 maggio verso Santiago di Compostela, non demorde nonostante qualche piccolo acciacco iniziale – messo in conto –  e va avanti verso la meta prefissa che, alla fine, comporterà l’aver percorso, a piedi, più di 800 chilometri sino a Muxia, passando anche per Finisterre, estremo ovest continentale.

Lo avevamo lasciato, proprio la sera del 2 scorso, a Roncisvalle, mitica prima tappa dopo la partenza da Saint Jean Pied Port che contrassegna l’inizio del cammino francese verso la Spagna.

E non era stata una giornata facile perchè affrontata in mezzo a una bufera con pioggia e vento, strada quasi tutta in salita, verso i Pirenei, per 27 chilometri.

«Comunque nessuna crisi  – ci dice mentre da Nàjera si appresta a ripartire verso Santo Domingo de la Calzada – solo un piccolo incidente che mi ha costretto ad un pausa. Il Cammino riprende. Anche perché nei momenti più duri arriva sempre qualcuno che ti dà la forza per proseguire». E siamo solo all’inizio.

«Questi primi giorni mi hanno fatto comprendere come nessuno qui per strada sia superiore all’altro, povero o ricco, atletico o “normale” che sia. Ognuno affronta le stesse fatiche pronto a sostenersi a vicenda. E la sera, quando ci si incontra più o meno tutti, ci si chiede sempre, tra noi, come va, come è andata. Ed è sempre festa».

Un Cammino millenario, che ha attraversato i secoli, adesso più sicuro degli inizi, quando il pellegrino poteva disporre di meno albergue per la sosta e quasi sempre sotto la minaccia di essere assaliti e depredati lungo il percorso.

«La gente dei luoghi che si attraversano è molto gentile e disponibile. Nessuno ti fa sentire uno straniero».

«E, poi, ci sono tutti quelli che sto incontrando – spiega ancora Andrea -, senza distinzione di età, sesso, nazionalità, sono splendide persone e sai perché? Perché di fronte alla fatica nessuno indossa maschere. Siamo tutti uguali: si soffre ma si vivono tante emozioni».

Ti imbatti anche in personaggi particolari come «Father Joyful – come si fa chiamare – che viene dalla California e affronta il cammino scalzo e senza soldi. Aiuta gli altri pellegrini con massaggi in cambio di quello che possono dargli perchè possa proseguire. Con lui è stato un incontro molto emozionante. La sua gratitudine, per il mio piccolo gesto di solidarietà, gli traspariva dagli occhi lucidi. Ci siamo lasciati dopo un forte abbraccio che serberò sempre nel mio cuore».

Il pellegrinare verso Santiago di Compostela continua. Buon Cammino, Andrea.