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Jesi

Litiga col marito e si fa refertare in ospedale, ma lui chiama i Carabinieri: «Mi ha picchiato lei»

La signora è stata visitata e sottoposta ad accertamenti, dimessa nella stessa serata ne avrà per pochi giorni

L'ospedale "Carlo Urbani" di Jesi
L'ospedale "Carlo Urbani" di Jesi

SANTA MARIA NUOVA – Una lite in famiglia, forse neanche la prima che si verificava tra le quattro mura di quell’abitazione nel paesino di Santa Maria Nuova dove vive una coppia originaria del Pakistan. Futili motivi, la rabbia che esplode, volano schiaffi. Ma stavolta la donna esasperata chiede aiuto al 112 e appena arriva l’ambulanza, si fa accompagnare in ospedale dicendo di essere stata picchiata dal marito. E’ successo lo scorso lunedì pomeriggio 25 ottobre verso le 16. L’uomo, senza scomporsi, senza seguirla in ospedale per minacciarla o continuare a percuoterla, chiama i Carabinieri e denuncia lei. «Non l’ho menata io, è lei che ha picchiato me».

Poche parole lapidarie per dare una versione della storia completamente opposta a quella della convivente. La signora, accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale “Carlo Urbani” di Jesi dall’ambulanza della Croce Verde di Cupramontana, con un codice di bassa gravità, è stata visitata e tranquillizzata. Non aveva riportato per fortuna traumi o lesioni importanti, tanto che è stata dimessa nella stessa serata con una prognosi di pochi giorni. In ospedale non è stato necessario, data la lieve entità delle lesioni, attivare il “codice rosa” per la tutela delle vittime di abusi sessuali o violenze domestiche. L’aspetto forse bizzarro della vicenda, cioè che lo stesso marito avrebbe denunciato di essere stato colpito dalla moglie, lascia perplessi sebbene il fenomeno della violenza sugli uomini esista sotto molteplici forme (e anche con numeri altissimi). Un sottobosco di casi meno eclatanti rispetto alla violenza sulle donne e ai numerosi casi di femminicidio, ma pur sempre esistente. A fronte di due versioni contrapposte, saranno i Carabinieri a dover trovare la verità. In casi come questo, considerata la lieve entità delle lesioni, sono i due coniugi a potersi tutelare con querela di parte.

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