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Jesi

Jesi, in liquidazione l’incubatore d’imprese JCube

A darne notizia è la Regione, che ha sospeso l'accreditamento per la formazione alla struttura di via della Barchetta, avviata dal gruppo Maccaferri per lanciare le startup innovative

JCube

JESI – Sospeso l’accreditamento quale ente formativo a JCube, l’incubatore di imprese lanciato dal gruppo Maccaferri in via della Barchetta. Il provvedimento è stato preso dalla regione a seguito di una visura camerale. Da essa, infatti, spiegano da Ancona, si evince che «a far data dal 17/12/2019 Jcube S.r.l. è stata sciolta anticipatamente e messa in liquidazione con contestuale nomina del liquidatore».

Nato nel 2012 sulle ceneri dell’ex zuccherificio Sadam, l’incubatore si è specializzato nel campo delle biotecnologie, delle energie rinnovabili, dell’Ict e della robotica, ospitando startup che hanno ottenuto buoni successi. A tenere a battesimo l’ambizioso progetto, avviato dal comune di Jesi con l’Università Politecnica delle Marche e appunto il gruppo industriale Maccaferri nell’ambito della riconversione, la regione Marche.

«JCube – si legge nel sito web – è una piattaforma che ha l’obiettivo di favorire la crescita di un ecosistema d’innovazione in Italia e nell’area adriatica, attraverso iniziative, infrastrutture fisiche, network e uno specifico know-how per il supporto dell’imprenditorialità. Nato come Incubatore per startup, JCube sta ampliando le proprie strutture e attività nell’ottica di diventare un vero e proprio parco d’innovazione.
Nel 2015 ha infatti inaugurato il Fab Space (laboratorio dedicato alla manifattura additiva) e ha avviato progetti di Open Innovation (che favoriscono la contaminazione di competenze nell’ambito Ricerca & Sviluppo per il mondo Corporate) e di Acceleration (a supporto delle startup). La nostra sede si trova all’interno di una zona ex-industriale, ed è un hub d’innovazione dotato di ampi spazi e di strutture d’avanguardia: fab space, laboratori di test e prototipizzazione, reti a banda larga, uffici, sale meeting ed eventi».

Alcune società del gruppo Maccaferri, come noto, hanno chiesto il concordato preventivo e sembra, stando alle indiscrezioni, che vi sono dei fondi intenzionati ad acquisirne la proprietà. Una decisione che ha fatto naufragare anche il progetto del nuovo palascherma in via della Barchetta.