Liquami nell’Esino, interessata anche la riserva naturalistica di Ripa Bianca

In alcuni tratti oltre all'acqua marrone anche la presenza di schiuma. «Non abbiamo, comunque, registrato morìa di pesci», dice David Belfiori, direttore dell'oasi naturale. Il sindaco di Jesi, Massimo Bacci: «Bisogna adottare tutte le precauzioni per evitare queste situazioni»

L'area sequestrata
L'area sequestrata

JESI – «Danni evidenti non ci sono stati, nel senso che non abbiamo registrato morìe di pesci. L’acqua, comunque, era marrone con presenza, in alcuni tratti, di schiuma».

È il report puntuale del direttore della riserva naturalistica di Ripa Bianca, David Belfiori, a seguito dello sversamento di liquami nel fiume Esino – che l’attraversa per circa 3 chilometri -, scoperto nelle prime ore di questa mattina, 9 maggio, da un controllo della Polizia Provinciale nella zona di Jesi (leggi l’articolo).

Ed è stata proprio la Polizia Provinciale a informarlo dell’inquinamento che stavano riscontrando a monte rispetto al tratto di fiume che bagna le sponde di quell’ambiente naturale protetto.

david belfiori
David Belfiori qui con l’assessore Cinzia Napolitano

«Mi sono recato all’oasi, intorno alle 9.30 e ho visto che, effettivamente, l’acqua era molto molto torbida, marrone appunto, con la presenza di schiuma».

La situazione si è protratta sino alla tarda mattinata «poi nel primo pomeriggio l’acqua è ritornata al colore normale», spiega ancora Belfiori. Non è la prima volta che “suona” l’allarme per l’oasi, è successo lo scorso anno e quest’anno è la seconda volta, la prima il 2 gennaio scorso, liquami dal colore rossastro.

Il titolare dell’azienda è stato denunciato per inquinamento ambientale, l’area interessata posta sotto sequestro e la Procura di Ancona ha aperto un fascicolo. Il liquame scaricato nel fiume, di natura organica, proviene da una vasca di decantazione che si sarebbe rotta, dove finisce il letame che verrà trasformato in concime.

Il sindaco di Jesi Massimo Bacci

«C’è solo un fatto: in questi casi vanno adottate tutte le precauzioni, le attività propedeutiche atte a evitare queste situazioni», sostiene il sindaco di Jesi, Massimo Bacci.

«Chi non si attiene alle regole in qualche maniera deve renderne conto. Controlli e giustizia, ora, facciano il loro corso».