Teatro Moriconi a Jesi, la riapertura è un miraggio?

La consigliera Pd Emanuela Marguccio: «I lavori sarebbero dovuti terminare entro la fine del 2018. Non ci possiamo accontentare di eventi straordinari fuori sede che sottolineano l’importanza di un palcoscenico di cui è privata la città»

L'interno del teatro Moriconi di Jesi
L'interno del teatro Moriconi di Jesi

JESI – Quando riaprirà i battenti il Teatro Moriconi di piazza Federico II? A chiederlo è, con una interpellanza, la consigliera Pd Emanuela Marguccio che ricorda: «Il Moriconi continua ad essere chiuso per lavori di messa in sicurezza programmati da tempo che sarebbero dovuti terminare, in base a quanto programmato, entro la fine del 2018. Una chiusura che comprime notevolmente l’offerta degli spettacoli dal vivo e delle attività culturali in città».

L’intervento per la messa in sicurezza del teatro ricavato all’interno dello storico complesso San Floriano richiede un investimento di 300 mila euro. A intervenire, su progetto del Comune, dovrebbe essere la Fondazione Pergolesi Spontini che ha in gestione il teatro. Ma la struttura, dall’inizio dell’anno passato, non è più tornata ad accogliere il pubblico.

E dire, evidenzia Marguccio, che «Il Moriconi è stato interessato da “un’apertura straordinaria” in Francia a giugno 2019 grazie allo scenografo Benito Leonori, che ha riprodotto il nostro amato palcoscenico jesino per mettere in scena la Carmen di Bizet all’Opéra-Théâtre de Metz Métropole. Ma non ci possiamo accontentare di “aperture straordinarie” fuori sede che ci ricordano e sottolineano l’importanza di un palcoscenico di cui, da troppo tempo, è privata la città».

Emanuela Marguccio

Quindi, chiede la consigliera: «Per quale motivo i lavori previsti per la messa in sicurezza del Teatro Moriconi sono in ritardo e come l’Amministrazione ha provveduto o intende provvedere per garantire la celere riapertura?».

Di «problemi oggettivi sulle autorizzazioni» ai lavori aveva parlato il sindaco Massimo Bacci, nonché presidente della Fondazione Pergolesi Spontini, lo scorso settembre, intervenendo sulla questione che ora tornerà nella prossima seduta all’attenzione del Consiglio.