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Jesi

Nuova Casa di Riposo, migranti e una Casa per Ivan: i numeri del sociale a Jesi

Bacci: «Asp da prendere a modello». Lavori da appaltare a luglio 2021 per la residenza per anziani, l'accoglienza gestita dall'Azienda Servizi alla Persona terza in Italia per numeri e prima per Comuni coinvolti

Inclusione sociale

JESI – «Quella dell’Asp è una esperienza da prendere ad esempio anche per la collaborazione fra Comuni in altri servizi, in un territorio che deve necessariamente stare insieme. Ci abbiamo provato ma serve ci sia la volontà politica». Così il sindaco di Jesi Massimo Bacci nel presentare, insieme all’assessora ai servizi sociali Marialuisa Quaglieri e al presidente e direttore dell’Azienda Servizi alla Persona, Matteo Marasca e Franco Pesaresi, il punto a cui è arrivata l’attuazione del programma di mandato in questo campo.

Da sinistra Matteo Marasca, Marialuisa Quaglieri, Franco Pesaresi e Massimo Bacci

Evidenzia Pesaresi: «Nel 2019 la spesa su Jesi per servizi sociali è stata di 7 milioni di euro, per 2,5 milioni coperta dal Comune. Il nostro Ambito è, nelle Marche, quello che spende di più per il settore». Dalle grandi storie- quello gestito da Asp continua a essere il terzo più grande progetto d’accoglienza in Italia per numero di migranti e il primo per comuni coinvolti – alle piccole: Ivan, il 33enne senza tetto sordomuto originario della Romania che, due anni fa, l’amministratore di un Comune a un centinaio di chilometri da Jesi aveva portato e abbandonato di fatto in città, ha oggi una casa e un lavoro, grazie al progetto della Fondazione Vallesina Aiuta e alla solidarietà degli jesini. «Ivan vive nella sua casa dopo anni passati per la strada- dice Quaglieri-  e ha iniziato un tirocinio in una azienda. È una persona nuova».

È la stessa assessora ad elencare risultati e obiettivi. C’è la ristrutturazione della Casa di Riposo: progetto da 6 milioni di euro, si pensa ad avere un progetto definitivo entro febbraio e ad appaltare i lavori entro luglio 2021. «Permetterà di avere una Casa di Riposo più ampia e anche di ottenere venti posti di Rsa in città che prima o poi contiamo di poter portare a quaranta, con la speranza che continuiamo a coltivare di recuperare il Murri» dice Quaglieri. E poi «centro Azzeruolo per l’autismo e Alzheimer, regolamenti per la conferenza dei sindaci in tema sanità e per le case popolari, Sprecozero e market solidale, il Dopo di noi che ora, causa Covid, funziona nei pomeriggi nelle sistemazioni di viale del Lavoro e della Casa di Emma. Stiamo lavorando ad una Casa della Salute in cui includere i medici di famiglia, una struttura sperimentale di medicina avanzata. Ma la pandemia ha scompaginato un poco i piani».

Dice Marasca: «Proficuo il rapporto fra Asp e Comune, le sfide sono importanti ma dal confronto sono sempre emerse le soluzioni. Avremo presto una Casa di Riposo migliore e più funzionale, nel 2021 pensiamo di far partire un nuovo progetto di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati. La gestione prima dello Sprar e poi del Siproimi per i migranti è volta a far sì che il fenomeno non sia avvertito in maniera negativa dalla popolazione». I numeri sono inferiori solo ai progetti di Roma e Bologna: 492 persone dislocate su 22 Comuni in 95 appartamenti.

Fra i progetti quello per lo sport solidale: Rugby Jesi ’70 e Aurora Calcio stanno sperimentando squadre miste che coinvolgono ragazzi con disabilità.