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Jesi

Lascito Morosetti, il comitato dei garanti incontra i promotori del referedum

La richiesta formulata dai contrari allo spostamento della fontana dei Leoni è stata accolta dai tre membri dell’organismo che dovrà decidere sull’ammissibilità della consultazione popolare

Piazza Federico II senza la fontana dei Leoni (foto di Jesi e la sua Valle)

JESI – L’incontro fra il comitato dei garanti e i promotori del referendum abrogativo si farà. I tre membri dell’organismo – chiamatoa valutare l’ammissibilità della consultazione popolare in merito al lascito di Cassio Morosetti – hanno accolto la richiesta dei cittadini contrari allo spostamento della fontana dei Leoni. Il confronto andrà in scena la prossima settimana. Entro il 30 gennaio, il difensore civico regionale Andrea Nobili, l’avvocato Patrizia Niccolaini e il viceprefetto Michele Basilicata formalizzeranno la propria decisione tecnica.

Si decide tutto in una settimana, insomma. I dieci componenti del comitato promotore del referendum abrogativo hanno appunto chiesto una convocazione ai garanti finalizzata a illustrare la vicenda, spiegando le proprie ragioni. Istanza accolta. Se il referendum abrogativo venisse concesso, è molto probabile che l’amministrazione Bacci decida di stoppare immediatamente il procedimento, rinunciando ai 2 milioni di euro donati in eredità da Morosetti. In caso contrario, entro la metà di marzo potrebbero iniziare i lavori di traslazione del monumento in piazza della Repubblica.

Torna a farsi sentire anche il presidente del consiglio comunale, Daniele Massaccesi: «Quando qualcuno straparla di sperpero o di utilizzo improprio di denaro pubblico – scrive Massaccesi -, tirando in ballo, tra l’altro, anche i costi dello spostamento della fontana delle leonesse da Piazza Federico II a Piazza della Repubblica, evidentemente dimentica che peraltro, nel caso interessato, al di là della scelta di effettuare tale spostamento – ed ogni parere al riguardo è legittimo, purché espresso civilmente -, gli oneri relativi sono interamente a carico del cittadino benefattore Cassio Morosetti, ora per fortuna non più insultato o deriso, e dimentica soprattutto, o non considera, anche alcuni fatti, certamente non secondari. Se si esamina come venivano spesi, negli anni, i soldi pubblici – e non si tratta di un’era fa e neanche di anni lontanissimi, guardandosi, nel passato, per il necessario raffronto, al periodo 2008/2011 – drenando o comunque sottraendo risorse ad investimenti od a manutenzioni, può essere utile un confronto fra i compensi previsti nel “programma di incarichi di studio e consulenza”, annualmente deliberati (2008/2018), da due diverse Amministrazioni».

Passa quindi a elencare i numeri: «Amministrazione Belcecchi: ANNO 2008 € 1.088.296,00, ANNO 2009 € 599.876,00, ANNO 2010 € 692.556,00, ANNO 2011 € 119.543,00. Amministrazione Bacci: ANNO 2012 € 12.100,00, ANNO 2013 € 51.300,00 (al netto di quelli finanziati da Enti terzi), ANNO 2014 € 36.300,00, ANNO 2015 € 30.000,00, ANNO 2016 € 19.300,00, ANNO 2018 € 10.000,00. Solo dati e numeri, freddi e senza commenti – la conclusione di Massaccesi -, per capire che si può, quando si vuole, contenere, razionalizzare, evitare, programmare, amministrare. Magari meglio, o comunque bene».