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Jesi

La Tombola di San Settimio vista dal Teatro Pergolesi

Dal balcone del massimo jesino lo spettacolo della folla. Damiano Cagnazzo, coach Aurora Basket: «Stare qui? Faticoso più di una partita». Uno dei vincitori: «In realtà il tagliando è di mio fratello, me lo aveva lasciato perché controllassi»

Agnese, 6 anni, ha estratto i numeri

JESI – Il colpo d’occhio dal Teatro Pergolesi era quello di sempre, ieri, 22 settembre, festa del patrono di Jesi. Tombola di San Settimio, Piazza Pergolesi gremita, anche se, quest’anno e per la prima volta, blindata e a “numero chiuso” per motivi di sicurezza.

La folla in Piazza della Repubblica

Nel balcone che si affaccia sulla folla dei cinquemila in attesa, si sta verificando che i numeri ci siano tutti. Poi toccherà alla piccola Agnese, 6 anni, “pescarli” e dare il via alle estrazioni.

Ma anche nella stanza attigua si conta, si spuntano i biglietti venduti, mentre in quella accanto è un via vai di giornalisti, fotografi, ospiti, associati dell‘Avis che organizza l’evento.

E nessuno rinuncia a buttare lo sguardo di sotto, uno spettacolo magnifico con tutte quelle teste rivolte all’insù, anche se in minor numero rispetto alle edizioni precedenti.

La stanza degli ospiti e delle foto con i vincitori

C’è una rappresentanza dell’Aurora Basket, che premierà i vincitori, e quindi dovrà attendere sino alla fine, con il capitano Tommaso Rinaldi, Ken Brown, Kenny Hasbrouck. E il coach Damiano Cagnazzo che dopo un po’ piazzerà lì, tra il serio e il faceto un «è più faticoso di una partita…».

E ci sono anche il capitano della Jesina Calcio, Lorenzo Carotti, e il bomber Kevin Trudo, leoncelli che indossano la maglia con il logo dell’Avis, sponsor etico.

David Uncini suona la carica anche per la Jesina, rappresentata da Trudo e Carotti

Il presidente dell’Avis, Bruno Dottori, saluta e ringrazia tutti poi, finalmente, lo squillo di tromba del maestro David Uncini annuncia l’inizio, intorno alle 20.45, con l’ormai consolidato speaker Nino Zannoni che si lancia nel suo annuale show dialettico.

Si spuntano i blocchetti dei biglietti venduti

Occorre una correzione in fieri, accolta naturalmente da qualche fischio, quando viene annunciata l’estrazione del numero 89. Non era lui, ma il 68. Era stato letto capovolto.

Dopo un quarto d’ora21 numeri estratti e altrettanti squilli di tromba, Zannoni arringa la folla dicendo: «Ma non volete proprio vincere?».

Detto, fatto. Non c’è stato da attendere molto, altri cinque minuti scarsi, perché con il venticinquesimo numero estratto, il 19,  è arrivata la tombola, anzi ne sono arrivate due per dividersi i tremila euro del primo premio, toccato a Giacomo Cingolani e Andrea Avenali.

Giacomo Cingolani, in realtà, come poi ci ha detto, ha vinto per conto del fratello Filippo, il quale gli aveva lasciato il tagliando per seguire l’estrazione e controllare i numeri prima di andarsene in ferie.

L’estrazione accompagnata da squilli di tromba

Gli altri tre vincitori si sono “trovati” in dieci minuti scarsi, praticamente di fila,  tanto che dopo i controlli di rito e le foto, alle 21.25 la tombola si era conclusa.

Varchi riaperti e deflusso tranquillo della gente. Sulla piazza, alla fine, spiccavano i biglietti strappati e gettati a terra, come tanti coriandoli arancioni.

La volta buona, chissà, sarà l’anno prossimo…