La memoria fondamento della pace, il progetto di Arci Servizio Civile Jesi

Coinvolte anche altre otto sedi nazionali. Alla base la sensibilizzazione dei giovani sui temi della Liberazione e della Giornata della Memoria. Perché conoscere la storia è un aspetto importante della formazione di ognuno di noi

Servizio civile
Luca Tavoloni, Stefano Squadroni, Giulia Badiali, Ero Giuliodori, Paola Lenti, Irene Catani

JESI – Un progetto ambizioso, visti i tempi di grande disinteresse, quello di Arci Servizio Civile Jesi. Un progetto che passa attraverso la memoria, sempre da coltivare, per condurre all’educazione alla pace.

La memoria come strumento di educazione alla pace“, infatti, il progetto – che si sviluppa anche in altre otto sedi nazionali – al quale stanno lavorando i volontari Irene Catani, 25 anni, e Luca Tavoloni, di 28, e si propone di sensibilizzare i giovani relativamente a temi di carattere storico, nel particolare prendendo in considerazione due eventi di grande importanza non solo per la nostra storia, vale a dire la festa della Liberazione, avvenuta il 25 aprile 1945, e la Giornata della Memoria, 27 gennaio, con i temi della Shoah, l’olocausto ebraico perpetrato dai nazisti.

I due volontari, dopo una formazione specifica di cinque giorni nella sede Arci Servizio Civile nazionale, hanno ricercato materiali e informazioni – attingere alle fonti non è stato affatto semplice – , hanno consultato archivi, incontrato esperti e letto numerosi libri, dedicandosi soprattutto agli eventi accaduti nella nostra regione.

Luca Tavoloni e Irene Catani
Luca Tavoloni e Irene Catani

Con loro, in sede di presentazione, avvenuta in Comune, anche Stefano Squadroni, presidente di Arci Servizio Civile Jesi (al quale aderiscono anche Legambiente e Uisp), Giulia Badiali, operatore locale del progetto, l’assessora Paola Lenti, Ero Giuliodori in rappresentanza dell’istituto “Cuppari”.

Il secondo step è stato quello di redigere un questionario – un centinaio di copie – distribuito ai ragazzi nella fascia di età compresa tra i 18 e i 28 anni, destinato alle classi quinte dell’istituto scolastico “Cuppari”, alle biblioteche di Jesi e Moie, e proposto anche per strada. L’intento, quello di capire il grado di conoscenza in merito a questi eventi storici. Che non è stato esaltante, visto che è emerso come non tutti conoscano bene le vicende di quegli anni compresi nella seconda guerra mondiale, non c’è partecipazione agli eventi commemorativi, non si conoscono i luoghi.

Basti pensare che «seguendo l’Anpi – si evidenzia – nella giornata del 25 aprile, abbiamo notato come in questo caso la giornata della Liberazione sia percepita come retaggio di una storia ormai troppo distante, dove gli unici partecipanti sono coloro che hanno vissuto direttamente o indirettamente quegli eventi».

Stefano Squadroni e Giulia Badiali
Stefano Squadroni e Giulia Badiali

Quindi, si è passati all’analisi di alcune testate giornalistiche regionali, “Corriere Adriatico” e “Resto del Carlino”, dal 1950 ai nostri giorni, per focalizzare come fossero trattati questi temi nell’arco dell’anno.

L’ultima fase del progetto è in fieri e riguarderà la presentazione dello stesso – il prossimo anno scolastico – agli studenti degli istituti superiori di Jesi, ai quali verrà anche spiegato il ruolo del servizio civile in generale.