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Jesi

Jesi, Katia Coltorti a “Mi Manda Rai3” sulla riapertura dei centri commerciali

La titolare del negozio K&S, dentro al centro commerciale La Fornace, in diretta sulla rete nazionale ha chiesto la riapertura dei negozi nei weekend e festivi

Katia Coltorti a Mi Manda Rai3

JESI – Una jesina a “Mi Manda Rai3”. Katia Coltorti, titolare del negozio di abbigliamento e accessori “K&S” dentro alla galleria del centro commerciale La Fornace di Jesi, è stata ospite questa mattina, in collegamento in diretta, alla trasmissione Rai che da 30 anni si occupa della difesa dei diritti dei consumatori, fonte di denuncia degli sprechi della pubblica amministrazione, ritardi nell’attuazione delle liberalizzazioni, percorsi non trasparenti del mondo del lavoro e truffe ai cittadini.

Katia Coltorti titolare del negozio K&S

Al centro del dibattito, il problema della chiusura nei weekend dei centri commerciali, che si trascina – nonostante l’adeguamento dei singoli commercianti alle disposizioni anti-Covid – da un anno e mezzo. Lidia Galeazzo e Federico Ruffo, i conduttori, hanno puntato su cosa Katia, nota commerciante jesina, si aspettasse dal Governo Draghi e lei, senza esitare è andata dritta alla richiesta di far aprire i centri commerciali anche nei fine settimana. «I centri commerciali stanno chiusi ormai da novembre ogni fine settimana e questa situazione andrebbe rivalutata – dice Katia Coltorti –. Vorremmo riaprire i sabati e le domeniche, i festivi e prefestivi, perché noi che abbiamo l’attività dentro ai centri commerciali abbiamo comunque le spese che, sebbene chiusi, paghiamo lo stesso da un anno e mezzo. Le spese non sono state abbassate, non sono state bloccate. Molte attività rischiano di chiudere perché non si riesce più a sostenerle».

Un botta e risposta veloce, per una problematica che sta mettendo in ginocchio tante famiglie. «Non ho avuto tempo di dire la mia sulla sospensione dei mutui e sulla necessità a mio avviso di accelerare i vaccini – conclude – ma l’importante è essere riuscita a salire alla ribalta nazionale per difendere la mia categoria e il nostro sacrosanto diritto al lavoro».