Centro Pagina - cronaca e attualità

Jesi

Jury Chechi, Jesi la città dei camp coi campioni

Fino a sabato al PalaTriccoli il terzo evento estivo col mito della ginnastica artistica azzurra, poi tocca a scherma e taekwondo. Novanta i partecipanti, in cinque anni oltre 1.200 i "turisti sportivi"

Da sinistra l'assessore Ugo Coltorti, i campioni Alain Sanchioni e Jury Chechi, il sindaco Massimo Bacci e l'imprenditore Daniele Crognaletti di Esitur

JESI – C’è chi, da nord, è arrivato dalla lombarda Tirano, capolinea della Ferrovia del Bernina a due chilometri dal confine dalla Svizzera. E chi, da sud, è arrivato dalla Puglia cara al “nostro” Federico II. Ma c’è chi ha fatto pure di più e a Jesi è venuto dalla California. E infine c’è pure chi sta qui perché è già nel giro azzurro e ne approfitta per prepararsi ai prossimi Mondiali juniores.

Tutti loro fanno parte dei 90 giovanissimi fra gli 8 e i 14 anni, che hanno risposto alla chiamata del terzo camp di ginnastica artistica tenuto a Jesi, al PalaTriccoli, dal mito dello sport azzurro Jury Chechi, il Signore degli Anelli oro e bronzo olimpico ai Giochi di Atlanta 1996 e poi Atene 2004.

«Se siamo qui per il terzo anno vuol dire che ci troviamo bene- dice Chechi- in una città in cui ci sentiamo accolti. Una città che per lo sport ha attenzione e che nello sport vede un valore aggiunto. L’impianto è perfetto, per crescere ancora si può magari lavorare sulla dotazione di attrezzature per questo sport. Qui i partecipanti al Camp, seguiti da un gruppo di dieci istruttori me compreso, si cimentano nelle sei specialità olimpiche maschili e nelle quattro femminili della ginnastica, più il trampolino elastico».

Ad oggi è lo sforzo dell’imprenditore del settore turismo Daniele Crognaletti di Esitur, ideatore di questo e degli altri camp del filone sportivo che da cinque anni animano la città e il palas, a farsi carico di trasferire dal Trentino l’attrezzatura specializzata che Chechi e il suo staff utilizzano negli altri appuntamenti estivi che li vedono impegnati.

«Credo che qualcosa si possa fare, con il coinvolgimento di altri imprenditori e delle istituzioni» dice Crognaletti. D’altro canto i numeri depongono a favore dell’idea di rendere Jesi meta estiva del turismo sportivo. In cinque anni di camp coi campioni della scherma, tre con la ginnastica artistica e Jury Chechi, due con il taekwondo di Carlo Molfetta, sono arrivati fra partecipanti e accompagnatori «1.200 persone, per un totale di 8.400 pernottamenti in città, vista la settimana di permanenza» snocciola Crognaletti.

A salutare Chechi, il sindaco Massimo Bacci e l’assessore allo sport Ugo Coltorti. «L’idea di abbinare sport e turismo l’abbiamo sempre avuta in mente e ci fa piacere vederla concretizzata- dice Bacci- qui si ottiene un duplice scopo: far arrivare da fuori chi scopre la nostra città e il territorio e offrire al territorio stesso l’opportunità di una attività sportiva ad altissimo livello, con un personaggio straordinario». Fino a sabato prossimo tocca alla ginnastica artistica, domenica scatta la scherma. Settembre sarà il mese del taekwondo.

«Un 70% dei partecipanti al camp è rappresentato da bambine e ragazzine, il resto da maschietti. Una proporzione che è un po’ quella del movimento in generale- ricorda Chechi- l’interesse dei giovani atleti e delle famiglie per l’iniziativa è alto, c’è chi torna soddisfatto dell’anno prima. E abbina alla ginnastica la vacanza: oggi andremo a visitare il nuovo Museo Federico II, io che nelle Marche sono di casa da tempo so che Jesi è una città d’arte oltre che di strepitosa tradizione sportiva».

Segno di ciò, un’altra visita eccellente al Signore degli Anelli: quella di Alain Sanchioni, reduce dal quarto posto ai Mondiali di Triplo Iron Man: quaranta ore, 37 minuti e 33 secondi per percorrere 11,4 chilometri a nuoto, 540 km chilometri sulla sella della bicicletta e infine 126 chilometri di corsa. Un faccia a faccia fra due giganti dello sport, a suon di battute e reciproci complimenti. Mentre lì vicino l’imprenditore Sandro Paradisi e il dott. Edoardo Massera attendono Chechi per un “defatigante” giro in bici.