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Jesi

Jesi, fa discutere l’idea di zona 30. «Perchè via Gramsci? Se ne parli coi cittadini»

La Giunta ha approvato un progetto di fattibilità che riguarda anche le vie Sanzio, Rossini, Radiciotti e che prevede 130 mila euro di lavori. Il consigliere Pd Andrea Binci chiede chiarimenti

Jesi, via Gramsci

JESI – «Perché la priorità alla zona di via Gramsci, nella individuazione delle aree dal limite di velocità a 30 chilometri orari? I cittadini della parte di città interessata ne sono stati informati?». È il consigliere Pd Andrea Binci a chiederne di saperne di più sul progetto di fattibilità di recente approvato dalla Giunta e che prevede la realizzazione di una zona 30 lungo l’asse di via Gramsci.

Un’idea progettuale che contempla lavori per 130 mila euro, che si spera di coprire per 100 mila euro con fondi da un bando regionale. Secondo Binci: «Modifiche così importanti dovrebbero essere precedute da un’ampia fase di dibattito, specie con i cittadini delle zone interessate. L’istituzione di zone 30 di solito viene utilizzata su aree limitate, particolarmente pericolose».

Andrea Binci

L’introduzione in città di zone 30 è fra i suggerimenti del Pums, Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. In particolare vi sono fra le aree indicate dal Pums via Setificio, via San Giuseppe e via Garibaldi; un tratto di via Roma; la zona fra le vie Papa Giovanni XXIII, Sanzio, San Pietro Martire, della Vittoria; nell’area fra le vie Verdi, Papa Giovanni XXIII, della Vittoria e Cavallotti. Ma per ora il piano approfondisce la possibilità di intervenire sull’asse di Via Gramsci, dalla sua immissione a nord/est su via Mura Occidentali e l’incrocio con Corso Matteotti alla sua intersezione di nord/ovest con viale Verdi. Un programma che riguarda anche le vie Sanzio, Rossini, Radiciotti e da applicare mediante una segnalazione orizzontale e verticale di accesso all’area a traffico misto.

«L’Amministrazione Comunale- si spiega – intende dar seguito alla politica da tempo intrapresa della sicurezza stradale e del tema ambientale della mobilità sostenibile». Una politica che prevede la «riduzione delle corsie veicolari sovradimensionate che incentivano le alte velocità e il parcheggio in doppia fila, in modo da ricavare spazi per la micro mobilità senza ridurre i flussi; interventi di moderazione del traffico e di condivisione dello spazio della strada, sulle strade a carattere prevalentemente residenziale senza ricorrere alla realizzazione di corsie riservate, con l’istituzione di zone 30 o sensi unici».

Nei confronti delle indicazioni del Pums, che l’amministrazione si riserva di seguire o meno, non sono mancate critiche. Un centinaio ad esempio le firme che sono state raccolte nel quartiere San Giuseppe contro quanto suggerito dal Piano per il rione: zona 30 e inversione dell’attuale senso di marcia in via Setificio.