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Jesi

Jesi: “Virosfera” un saggio per tutti, dentro la scienza, con il professor Massimo Clementi

La presentazione del libro è stata ospitata presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi a palazzo Bisaccioni

Il professor Massimo Clementi con il presidente Carisj Paolo Morosetti e il giornalista Giovanni Filosa

JESI – Un viaggio che è un’esperienza formativa molto interessante nella storia della virologia, dal passato al futuro. E’ “Virosfera”, il “viaggio nella virologia, la più affascinante disciplina biomedica”, scritto a quattro mani dagli scienziati Massimo Clementi e Giorgio Palù. Il volume è stato presentato presso la Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, nella sala convegni di Palazzo Bisaccioni, nel corso di un incontro partecipato e interessante.

Il volume, edito da La Nave di Teseo, vede collaborare da vicino, ciascuno con il suo stile narrativo, due grandi scienziati che non sempre amano i riflettori mediatici seppure la virologia ne sia divenuto un emblema. I saluti introduttivi, a cura del vice sindaco Luca Butini, critico verso la comunicazione che è stata data durante la pandemia. «Ora è il momento di riportare una comunicazione corretta su un argomento così importante», ha detto Butini. Entusiasta del libro il neo presidente della Fondazione Carisj ingegner Paolo Morosetti, alla sua prima uscita pubblica: «Sono onoratissimo di ospitare Massimo Clementi, socio Carisj, per la presentazione del suo saggio, un libro che consente anche ai profani come me di addentrarsi nel mondo della virologia. Vi consiglio di leggerlo, è avvincente e aiuta a essere letto con grande gusto e serenità».

«Oggi i virologi crescono come i funghi in autunno e siamo molto preoccupati perché le molte banalizzazioni potrebbero, con il tempo, modificare in modo negativo la percezione che la società ha della disciplina e del metodo scientifico in generale», dice il professor Massimo Clementi, jesino, da anni anche alla direzione del laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Ospedale San Raffaele. Al rischio della banalizzazione del ruolo dovuta all’eco mediatica suscitata durante la pandemia, il professor Clementi risponde con una carrellata di scienziati del passato e del presente, partendo dalle numerose battaglie vinte (epatite, papilloma virus, hiv..) per riunirle in un capitolo del libro.

«Ecco gli alfieri della virologia» ha detto il professor Clementi presentandoli, da Jacques Monod, autore de “Il caso e la necessità” in cui riporta il ruolo sociale della virologia nella società a Walter Gilbert, premio Nobel per la chimica nel 1980, che nel 1986 ha elaborato una teoria: “Rna world” fino a Charles R. Darwin e alla scienziata e biochimico ungherese Katalin Karikò cui si deve la scoperta della vaccinazione mRna per terapie proteiche.

«Il futuro per il vaccino mRna Messaggero potrebbe essere l’utilizzo per rimodellare altri vaccini, svilupparne altri, sviluppare nuovi farmaci per l’immunoterapia di alcune forme di cancro, guidare la ricostruzione di tessuti danneggiati», ha spiegato Clementi, che ha definito il suo “Virosfera” «un saggio di impronta autenticamente scientifica, ma capace di un approccio divulgativo che consente anche ai profani della materia di addentrarsi nel mondo della virologia: come è nata questa giovane disciplina e su quali basi si sviluppa? Cosa sono i virus e in che modo restano dentro di noi? Come funzionano i vecchi e i nuovi vaccini e quali sono, e perché, le terapie più efficaci per proteggersi? Come sono stati sviluppati farmaci potentissimi? In questo libro ho tracciato un profilo esaustivo e accessibile del mondo della virologia: una disciplina incredibilmente affascinante, legata alla vita di tutti i giorni, alla storia della nostra società e alla nostra salute, molto più di quanto comunemente si pensi». Un libro ottimistico «sul futuro, sullo sviluppo della disciplina, contrastando questi aspetti polemici che a volte emergono. Abbiamo anche voluto suggerire quale possa essere la figura del virologo del futuro che ci subentrerà, un lavoro che coglie un nuovo interesse nei giovani», aggiunge.

Il virologo jesino Massimo Clementi


Solleticato dalle domande pungenti del giornalista Giovanni Filosa, moderatore dell’incontro, il professor Clementi ha elogiato il lavoro dei sanitari: «Se le banalizzazioni sul Covid-19 hanno influito negativamente sul suo contrasto e anche sull’adesione ai vaccini (mancano all’appello 3 milioni di over 60 che non si sono vaccinati), è pur vero che è stata un’infezione nuova, nessuno poteva prevedere che sarebbe stata così diffusa, che ci potesse essere un andamento così pandemico. La sanità italiana, grazie all’attività medica, è stata all’avanguardia nel tracciamento delle varianti: questo è un virus che ha bisogno delle varianti». Clementi ha sottolineato l’importanza dell’utilizzo delle mascherine anche all’esterno, indirizzando verso la vaccinazione. «Mi sarebbe piaciuto che ci fosse stata un’informazione capillare più ampia – ha aggiunto Clementi – ma il nostro Paese è fortemente garantista della libertà individuale di ciascuno, per cui i vaccini non sono obbligatori. Siamo la società più positiva, non imponiamo una vaccinazione obbligatoria ma in alcuni casi potrebbe essere necessario. Basta pensare che un virus si alimenta passando da un individuo all’altro. Quando un Coronavirus infetta una cellula, ne sviluppa almeno altre 3000. Molte muoiono, ma qualcuna muta e resta, infettando altri». L’importanza del vaccino nRna guardando al futuro può essere quella di vaccini che possono essere riparati e corretti, utilizzati per l’influenza anche con maggiore efficacia.