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Jesi

Jesi, il vicesindaco Butini: «Non disperdiamo visione e generosità di Morosetti»

L'assessore alla cultura è favorevole allo spostamento della fontana dei Leoni in piazza della Repubblica, l'ultimo desiderio del compianto fumettista jesino (che ha lasciato in eredità 2 milioni di euro per realizzare l'intervento)

Piazza Federico II, la vista sul complesso San Floriano e sulla fontana dei Leoni

JESI – Spostamento fontana dei Leoni in piazza della Repubblica, il dibattito prosegue senza respiro. Favorevole ad assecondare l’ultimo desiderio di Cassio Morosetti è l’assessore alla cultura, nonché vicesindaco, Luca Butini.

«Più mi confronto con me stesso sul perché un uomo senta, in punto di morte, il bisogno di tendere la mano a quelli che ancora considera i “suoi” concittadini, più mi convinco che Cassio Morosetti, oltre ad essere quel fenomeno di creatività che la sua biografia testimonia, fosse un uomo dotato di visione e di generosità, generosità tale da imporgli, in qualche modo, di dover condividere quella visione con gli jesini – dice Butini -. Non stiamo dibattendo solo di un intervento di riparazione di una ferita urbanistica, inflitta direi quasi senza colpe, sicuramente in buona fede, nel nome della “modernità”, seppur in presenza della contrarietà di molti. Siamo chiamati, addirittura ce ne viene regalata la possibilità, a riscoprire una componente centrale dell’anima storica della nostra città e a decidere se riportarla alla luce ci possa offrire l’opportunità di vivere meglio la città, nel rispetto di chi nei secoli ne costruì la bellezza e l’armonia».

Luca Butini
L’assessore Luca Butini

A detta del vicesindaco, «la scelta se accettare o meno il lascito morale prima ancora che materiale di questo mecenate avrà conseguenze sul modo in cui ci guarderemo, noi contemporanei ma anche le prossime generazioni, incontrandoci per le strade di Jesi. Nel cenno di saluto che ci scambieremo ci sarà un impercettibile accenno al fatto che abbiamo saputo, o meno, accogliere questo dono. Che a decidere siano coloro che i cittadini hanno scelto quali propri rappresentanti, Sindaco, Giunta e Consiglieri Comunali, oppure i cittadini stessi attraverso un referendum è questione che insiste sul significato e sul valore del ruolo del rappresentante, sulla interpretazione che ciascuno di essi, Sindaco, Giunta e Consiglieri, attribuisce alle responsabilità ed agli oneri che si è assunto nel momento in cui si è proposto per essere scelto. È sconfortante osservare come il desiderio o la necessità “politica” di opporsi a prescindere arrivino a trascurare, ad escludere il bene della città».

Butini non risparmia dunque le critiche. «Confondere le priorità con le occasioni, non distinguere le scelte di bilancio e di programma di mandato con le donazioni inattese significa proporre ai cittadini un inganno sperando che non se ne accorgano, confidando che reagiscano con superficialità. Scegliere a priori di non avere bisogno di un parere esperto in tema di recupero storico ed urbanistico della città significa avere già deciso che, a prescindere appunto, si è contrari ad approfondire il tema nel nome di un’appartenenza politica che di “politico” in senso puro ha ben poco. Omettere che di dono si tratti in termini economici, e non di impegno di fondi pubblici, è volutamente ingannevole. Arrivare poi a proporre di fare beneficenza con denaro di altri è ipocrita e meschino».