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Jesi

Jesi, l’università cambia pelle per affiancare le aziende

Addio alla sede distaccata dell'ateneo di Macerata, la Fondazione Colocci si orienta sulla formazione specializzata. Intervista alla presidentessa Paola Giombini

La professoressa Paola Giombini della Fondazione Colocci di Jesi

JESI – Un centro di formazione post-diploma e post-laurea, strettamente interconnesso alle aziende locali e alle loro esigenze. Ecco cosa sta diventando il palazzo ex Cuppari di corso Matteotti. Questa è infatti la nuova mission della Fondazione Colocci, che non sarà più sede distaccata dell’Università di Macerata a seguito della decisione unilaterale della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi di non concedere più finanziamenti e uscire dalla compagine sociale.

Eletto, a tale proposito, un nuovo consiglio di amministrazione, entrato ufficialmente in carica lo scorso marzo, specchio della attuale struttura dell’ente, i cui soci fondatori sono il comune di Jesi, Ubi Banca e Coss Marche. Come Presidente è stata nominata la professoressa Paola Giombini, che ha già ricoperto la carica di vicepresidente nella precedente amministrazione, affiancata da Diego Mancinelli (vice presidente), Giovanni Pacci, Simone Baglieri, Giordano Fulvi (consiglieri) e Massimo Albonetti (sindaco revisore unico).

«L’attuale cda della Colocci – spiega la professoressa Giombini – nasce da una rinnovata compagine sociale, dopo l’uscita di Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi. Quest’ultima, come è noto, oltre a non essere in grado di rispondere all’impegno economico a suo tempo assunto, ha deciso di lasciare in modo alquanto irrituale la nostra fondazione, dal momento che era socio fondatore. Si è quindi verificata una situazione di stallo, determinata dall’azzeramento del precedente consiglio di amministrazione (l’uscita dei due consiglieri di Banca Popolare e di Banca Marche e dei cinque della Fondazione Carisj): di qui la necessità di modifica dello statuto, che ha consentito l’ingresso di un nuovo socio fondatore, Cooss Marche, e la successiva nomina del nuovo Consiglio. Dopo le dimissioni del presidente Fava, ho svolto il ruolo di vicepresidente per più di un anno e mezzo e  sono l’unica rimasta del vecchio cda. La mia conferma da parte dell’amministrazione comunale ritengo dipenda dalla opportunità di mantenere un elemento di continuità e, quanto al ruolo di presidente, una dimostrazione di stima nei miei confronti, di cui sono onorata, pur essendo consapevole della responsabilità e degli  impegni che questo comporta».

La sala studio dell’università di Jesi

Nuovo direttivo e nuove prospettive per la Fondazione Colocci. Professoressa Giombini, su cosa si punterà?
«L’idea che ho della Colocci  è che debba conservare la sua vocazione di ente per la promozione delle attività universitarie, dell’alta formazione e della formazione professionale in generale al servizio del territorio. L’Università di Macerata ha deciso di lasciare Jesi poiché non intende mantenere i propri corsi a costo zero e, al di là di questo aspetto estremamente rilevante, credo abbia in mente altri progetti evidentemente non più compatibili con la realtà jesina. Ripristinare corsi universitari non sarà facile e comunque proveremo a verificare se si presentassero nuove opportunità specifiche per le caratteristiche economico produttive del territorio: purtroppo però bisogna prendere atto che l’orientamento a livello nazionale va nella direzione opposta al decentramento delle sedi universitarie, anche se quella di Jesi può vantare l’accreditamento al Miur. E comunque l’iter per l’attivazione di nuove attività universitarie ha tempi abbastanza lunghi».

Vi siete comunque già mossi per far “ripartire” l’ex Cuppari..
«Per il momento si è aperta una collaborazione con l’Università di Camerino, che, in sinergia con Team System, Maggioli, Apra, Loccioni, ad ottobre farà partire un master di primo livello per Digital Solutions Manager. Il rettore, prof. Claudio Pettinari, si è detto interessato a proseguire la collaborazione appena iniziata con altre attività ed è rimasto favorevolmente colpito dalla sede e dall’organizzazione della Colocci, ma si tratta di un percorso in fase di costruzione. Non v’è dubbio che stiamo parlando di attività diverse dai corsi universitari veri e propri, tuttavia il mercato del lavoro oggi richiede sempre di più figure specializzate e formazione permanente anche per chi è già inserito nel mondo del lavoro, pertanto andare in questa direzione è sicuramente una scelta giusta. Per questo motivo cercheremo di raccogliere le richieste delle imprese e del mondo produttivo del territorio».

Questa non è la sola sinergia su cui state lavorando, giusto?
È stato già avviato qualche mese fa un rapporto di collaborazione con l’Istao per un master in Cultural Heritage Manager che, visto il successo che ha riscosso, potrebbe essere riproposto negli anni successivi e aprire anche altre opportunità di collaborazione.  L’ingresso di Cooss Marche nella compagine sociale può inoltre sviluppare nuove opportunità di attività di formazione nell’ambito del Terzo Settore. È chiaro che, dopo 23 anni di collaborazione con l’Università di Macerata, stiamo ripartendo quasi da zero, con obiettivi che sono condizionati dalla situazione economica della Fondazione e di conseguenza dalle decisioni dei soci, prima ancora che dal cda, perciò stiamo costruendo giorno dopo giorno il domani della Colocci. È altrettanto chiara però la volontà dell’Amministrazione Comunale, di Ubi Banca e del nuovo socio fondatore, Cooss Marche, di portare avanti questo progetto e non sprecare tutto quello che in termini di energie e risorse è stato sino ad oggi investito sulla Colocci e stiamo tutti lavorando per darle un nuovo futuro, consapevoli che i tempi sono stretti e la sfida ardua».