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Jesi

Jesi, trecentouno in fila per la casa popolare

Tante sono le richieste per ottenere un alloggio di edilizia residenziale pubblica. Cinquanta le domande escluse dalla graduatoria

Una vista di Jesi dalle ex Carceri
Una vista di Jesi dalle ex Carceri con il cimitero "piramide" sullo sfondo

JESI – In trecentouno per un alloggio popolare. È quanto emerge dall’ultimo bando pubblicato dal Comune. Tante le persone in cerca di sistemazione, da sommare ai cinquanta nuclei familiari che sono rimasti fuori dalla graduatoria.

Diversi anche gli interventi infrastrutturali in fase di completamento, rivolti principalmente a quell’edilizia residenziale sociale che guarda alla “fascia grigia” della popolazione, vale a dire coloro che non hanno condizioni economiche per rientrare nelle graduatorie per le case popolari. Fra questi, le ex carceri, il nuovo palazzone di via Tessitori e un immobile in via San Pietro Martire. Di edilizia residenziale sociale si parla invece – ed è una novità- in zona Colle Paradiso, nell’ambito della lottizzazione “Appennini Alta 2 Ter”. Qui il Comune sta perfezionando l’accordo col privato, al quale cederà 2.800 metri quadrati di area edificabile permutandoli con la superficie di via delle Nazioni, vicina agli impianti sportivi di via Tabano, dove dovrà sorgere il nuovo palazzetto della scherma, con un’area verde ai piedi della chiesa di San Marco da destinare a parco pubblico e con l’area ex sezione Pri di via Garibaldi, da destinare a parcheggio (più 100 mila euro a conguaglio).

Sono aperti i termini, intanto, per la presentazione delle domande per la richiesta di contributo a favore degli inquilini morosi incolpevoli (ex art. 6, comma 5, del DL n. 102/2013), per le quali dovrà essere utilizzato il modello di domanda fornito dal Comune di Jesi. Ai sensi dell’art. 2, comma 1, del DM 30/03/2016, per morosità incolpevole si intende “la situazione di sopravvenuta impossibilità di provvedere al pagamento del canone locativo a ragione della perdita e consistente diminuzione della capacità reddituale del nucleo familiare”. A dimostrazione della incolpevolezza della morosità, l’interessato dovrà dimostrare la regolarità dei pagamenti dei canoni di locazione precedenti all’insorgere della riduzione reddituale di cui sopra, anche qualora il contratto di locazione sia stato stipulato per un alloggio ubicato in Comune diverso da quello di attuale residenza.

Per l’anno 2020, al fine di rendere più agevole l’utilizzo delle risorse disponibili, la platea dei beneficiari del fondo è estesa anche ai soggetti che , pur non essendo destinatari di sfratto esecutivo, presentino un’autocertificazione ai sensi del DRP n. 445/2000 nel quale dichiarino di aver subito, a seguito dell’emergenza Covid19, una perdita del proprio reddito ai fini IRFEP superiore al 30% nel periodo marzo-maggio 2020, rispetto al medesimo periodo dell’anno 2019 r di non disporre di liquidità sufficiente a far fronte al pagamento del canone di locazione e/o degli oneri accessori