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Jesi

Torre Erap e Fondazione Pergolesi Spontini, l’opposizione vuole vedere le carte

Jesi in Comune e Pd manifestano le proprie perplessità a seguito delle rassicurazioni dell'amministrazione in merito alla gestione del teatro e al palazzo popolare da realizzare in via Tessitori

L'opposizione in consiglio comunale a Jesi
L'opposizione in consiglio comunale a Jesi

JESI – Teatro Pergolesi e torre Erap. Sono le due questioni che stanno tenendo banco nella politica cittadina. Ieri, in consiglio comunale, il sindaco Massimo Bacci ha fornito rassicurazioni sulla Fondazione Pergolesi Spontini, specificando che lo squilibrio di bilancio è stato sanato, e sulla realizzazione del palazzo popolare da realizzare in via Tessitori, chiarendo che la Guardia di Finanza, ad oggi, non ha effettuato alcun sequestro.

«In questo momento – è il parere di Samuele Animali, consigliere comunale di Jesi in Comune -, il Sindaco è molto sulla difensiva. Sull’Erap dice che non c’è alcun procedimento, ma se la Finanza acquisisce i documenti significa che qualcuno sta indagando (Procura della Repubblica o Procura contabile?). Sulla Fondazione Pergolesi Spontini, invece, continua a mantenersi sul vago. Per questo ho fatto un accesso agli atti. Di certo c’è che  si rimangia la scelta dell’abbraccio mortale con Ancona, difesa fino a qualche giorno fa, e vuole cambiare lo statuto: non sarebbe giunto il momento di parlarne con la città, a carte scoperte? Non vorrei poi dimenticare il difensore civico, che viene bellamente snobbato. Provate a chiedere in Comune: da quando sono spariti Urp e Circoscrizioni non sanno manco che esiste. E pensare che stiamo pure “sostenendo” l’amministrazione su scelte coraggiose (biciplan, gioco d’azzardo, solo per fare due esempi)».

«I dati di partenza raccolti sulla Fondazione Pergolesi Spontini erano preoccupanti – osserva anche Lorenzo Fiordelmondo, consigliere comunale Pd – Già dal marzo 2017 l’ente teatrale aveva iniziato a ricevere contribuzioni di natura straordinaria da parte del Comune,per un importo pari a 200 mila euro,oltre ai 325mila di natura ordinaria. Cosa che ha avuto continuità nell’anno corrente, con la doppia contribuzione effettuata dal Comune nel passato gennaio, per un importo pari al dovuto per l’intero biennio 2018/2019. Se a questi dati si sommano lo spostamento della voce di passivo per il Rigoletto nel bilancio 2018, nonché l’intervenuto annullamento della stagione lirica programmata, l’interruzione del rapporto con l’A.D. Graziosi e la (auto)riduzione delle retribuzioni del personale, si capisce che il passivo della Fondazione, per il 2017, era arrivato ad essere davvero notevole. Un numero che ad oggi non si conosce e che le costosissime misure adottate, si auspica abbiano appianato. Restano due preoccupazioni relative al futuro immediato: la prima legata al Fondo statale Fus, che alla luce delle scelte sulla stagione lirica, si spera possa rimanere invariato anche per il triennio appena iniziato. L’altra è sulla produzione culturale della Fondazione, cioè rivolta alla sua missione sociale, che deve tornare ad essere all’altezza del ruolo che il nostro teatro ha saputo costruire e mantenere nel tempo, durante la guida delle passate amministrazioni di centro-sinistra».