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Jesi

Jesi: tassa di soggiorno, il Comune replica a Pieralisi

La Giunta Bacci risponde all'amministratore delegato dell'Hotel Federico II, che ha contestato aspramente l'introduzione della tariffa sui pernottamenti. «Risorse destinate alla promozione della città»

La giunta di Jesi guidata da Massimo Bacci
La giunta di Jesi guidata da Massimo Bacci

JESI – Tassa di soggiorno, il Comune risponde a Gabriele Pieralisi. L’amministratore delegato dell’hotel Federico II ha definito «frettolosa e controproducente» la decisione dell’amministrazione di introdurre la tariffa sui pernottamenti in città, evidenziando di non essere stato contattato (leggi l’articolo).

«Il sindaco ha incontrato Pieralisi, spiegando la situazione e le motivazioni che hanno portato il Comune a fare questo tipo di scelta – è la replica dell’amministrazione -. Affermare, come ha fatto Pieralisi, che gli introiti ipotizzati servano a tappare buchi di bilancio è chiaramente insostenibile, anche perché non vi sono buchi in bilancio. Le risorse che si incasseranno, come prevede la legge, saranno integralmente destinate alla promozione turistica di Jesi, al fine di incentivarne l’attrattività. Una sfida che, anche alla luce dei nuovi musei aperti e delle tante eccellenze che possiamo vantare, dobbiamo saper cogliere»

Dal prossimo 1° aprile si pagheranno 2 euro al giorno a persona nelle strutture ricettive alberghiere a 4 stelle e di categoria superiore (A Jesi c’è solo l’hotel Federico II con queste caratteristiche), 1,50 euro al giorno nelle strutture ricettive alberghiere a 3, 2 o 1 stella, e 1 euro al giorno nelle altre tipologie di strutture ricettive.

Esentati dal pagamento i minori di 16 anni, coloro che assistono degenti ricoverati presso strutture sanitarie, per un massimo di un accompagnatore per paziente, i volontari appartenenti ad organismi riconosciuti che prestano servizio in occasione di calamità, i soggetti che alloggiano in strutture ricettive a seguito di provvedimenti adottati da autorità pubbliche, per fronteggiare situazioni di carattere sociale nonché di emergenza conseguenti ad eventi calamitosi o di natura straordinaria o per finalità di soccorso umanitario, gli studenti non residenti che frequentano istituti superiori o universitari situati nel territorio comunale (leggi l’articolo).