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Jesi

Jesi, spunta una frase di Mussolini in Comune. Chiara Cercaci: «Valutiamone il restauro»

La consigliera comunale di maggioranza chiede di preservare il reperto storico, citando a proposito quanto fatto dall'Associazione Partigiani di Recoaro

La targa di Mussolini in Comune

JESI – Un’incisione risalente al periodo fascista. È quanto si sono trovati davanti gli addetti della commissione elettorale all’interno degli uffici demografici del Comune. Ad accorgersene anche la consigliera comunale di Jesiamo, Chiara Cercaci, che chiede di preservarla. Si legge: “…della potenza e della gloria del lavoro”, seguita dalla firma di Benito Mussolini.

«La scritta suddetta – spiega l’esponente di maggioranza – fa riferimento o appartiene a periodo storico del nostro Paese e va salvaguardata come prova ormai pressoché unica ed esemplare di testimonianza dell’epoca, della storia del nostro Paese, e pertanto vanno preservati gli aspetti storici e
culturali. In particolare Benito Mussolini la citava nei suoi discorsi: “….annientare le plutocrazie parassitarie e fare del lavoro, finalmente, il senso della gloria, del valore morale, della potenza dello spirito”; preciso che rimane prova unica dato che l’ altra scritta storica riferita ad una frase di Mussolini all’ingresso di via Marconi a Jesi su un edificio che citava “E’ destino che Roma torni ad essere la città direttrice della civiltà in tutto
l’Occidente d’Europa” è stata cancellata a fine dello scorso anno. Sembrerebbe che la parete non sia stata ancora intonacata».

L’incisione

Chiara Cercaci chiede pertanto, in un’interrogazione da discutere in aula consiliare il prossimo 4 febbraio, «se sono stati interpellati gli uffici preposti della Soprintendenza delle Marche dei Beni Pubblici per valutare il restauro della suddetta storica scritta e, se sì, come l’ente si è espresso a tal proposito e quali sono le intenzioni dell’amministrazione». Inoltre, «se si è a conoscenza della presenza di altre stanze all’interno degli Uffici Demografici in cui compaiono frasi storiche risalenti al periodo del ventennio fascista».

A tale proposito, cita quanto fatto da un’associazione dei partigiani in Veneto. «Iniziativa analoga di tutela di scritte del ventennio – sottolinea la consigliera – è stata adottata dall’Anpi di Recoaro a dimostrazione della cura e volontà di preservare aldilà di diverse ideologie e di contrapposizioni i valori storici che possono essere studiati, esaminati, discussi e criticati, anche dalle future generazioni».

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