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Jesi

Jesi, spostamento fontana dei Leoni: il sindaco è scettico sul referendum

Massimo Bacci replica a Pd e Jesi in Comune: «Spacciare un gesto d’amore per un ricatto è offensivo della memoria di un cittadino benemerito. E non solo»

Massimo Bacci, Jesi
Il sindaco Massimo Bacci con la mascherina

JESI – Un referendum popolare per decidere se spostare o meno la fontana dei Leoni. La proposta avanzata da Pd e Jesi in Comune non convince del tutto il sindaco Massimo Bacci. Che amplia il discorso riguardante il lascito testamentario di Cassio Morosetti e il suo desiderio – finanziato con 2 milioni di euro – di rivedere il monumento in piazza della Repubblica.

«Non sta a me esprimermi sulla richiesta di referendum avanzata da due gruppi di minoranza, tanto più ora in cui è aperta una fase di conoscenza voluta dalla Giunta volta a permettere ai cittadini di approfondire la figura e l’opera dell’artista e mecenate Cassio Morosetti e la storia della fontana dei leoni con obelisco – spiega il primo cittadino -. Senza contare che l’occasione permette di aprire un dibattito anche sulla valorizzazione di due delle piazze principali della città e, tenendo presente l’entità del lascito, su come eventualmente meglio investire le significative risorse che residueranno. Personalmente ritengo che il Consiglio comunale resti il principale punto di riferimento istituzionale nel suo ruolo di indirizzo, oltre che di controllo, e sono certo che il dibattito che qui si svilupperà permetterà al meglio di approfondire la questione e valutare ogni aspetto, compreso quello dell’eventuale referendum, per la migliore scelta da compiere».

Il sindaco Bacci, tuttavia, non accetta il modo in cui la questione è stata posta da alcuni: «Una cosa va chiarita subito: spacciare un gesto d’amore per un ricatto non solo è offensivo della memoria di un cittadino benemerito, ma significa voler artificiosamente spostare su un piano di vetera ideologia una discussione che dovrebbe invece avere come aspetti centrali quelli storici, urbanistici, architettonici e, in ultima analisi, la migliore valorizzazione del centro».

Jesi in Comune, intanto, ironizza sul trasferimento dei monumenti: «Udite, udite!! – scrive – Da oggi inizia la raccolta fondi per spostare l’arco Clementino in fondo via Roma. Con un paio di milioni ce la caviamo, poi se non ci piace possiamo sempre rispostarlo».

Il fotomontaggio sarcastico di Jesi in Comune