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Jesi, spostamento fontana dei Leoni, il Pd: «Ci opporremo con i cittadini»

Il segretario democrat Stefano Bornigia contesta aspramente l'operato della giunta Bacci, «l'ennesimo pessimo passaggio, offerto dalla pessima amministrazione comunale». Critiche anche da Jesi in Comune

Le immagini d'epoca di Piazza della Repubblica con la fontana dei leoni e di Piazza Federico II senza l'opera

JESI – Un super-consulente per approfondire tecnicamente lo spostamento della fontana dei Leoni. L’amministrazione si affiderà all’architetto Fabio Mariano per valutare la fattibilità dello spostamento del monumento in piazza della Repubblica a seguito del lascito di Cassio Morosetti. Ma l’opposizione insorge.

«Siamo alla commedia dell’assurdo, non ci sono altre parole – tuona il segretario del Pd Jesi, Stefano Bornigia -. L’amministrazione comunale, che era chiamata ad affidare un incarico, per la verifica delle condizioni per lo spostamento della fontana dei Leoni,  si rivolge (guarda il caso) ad un architetto, che già il 21 ottobre scorso, invitato dalla stessa amministrazione comunale ad un convegno proprio sull’ipotesi di spostamento, si era già pubblicamente espresso avallandolo, senza mezzi termini. Soldi pubblici spesi quindi per avere una conferma certa, non una verifica dall’esito incerto. Ad aver letto la cosa, ci è persino venuto da pensare che si trattasse di una sorta di fake news, tanto appare grossolana la totale assenza di rispetto dei cittadini di Jesi. Invece no, tutto vero. Ci troviamo cioè di fronte ad una scelta amministrativa che prevede il cambiamento di un tratto consolidato dell’identità cittadina, commissionato da un lascito privato di un cittadino di Jesi, vissuto per decenni lontano da qui, che riceve una conferma tecnica utile alla conferma politica, senza che quelli che contano davvero, i cittadini di Jesi, abbiano mai potuto dire la loro». 

A detta del Pd, invece, «manca la vera verifica necessaria, ovvero quella tecnico giuridica, rispetto ad un atto testamentario che pone complessità (già sottolineate pubblicamente anche da voci tecniche esterne alla politica) ed eventuali responsabilità,  che andrebbero invece risolte per il bene di tutti. Ma tant’è. C’è chi decide il futuro di tutti, con un testamento privato ed un avallo architettonico. Bastano questi pochi dati, in sostanza, per capire quale sia l’unica vera ferita che sta sopportando la città e quale sia l’errore, grossolano che occorre prevenire».

Quindi l’affondo di Bornigia: «La città deve potersi esprimere direttamente, ancor di più oggi, alla luce anche di questo ennesimo pessimo passaggio, offerto dalla pessima amministrazione comunale di Jesi. È di tutta evidenza infatti che il nodo della discussione non attiene (e non è infatti mai stato realmente rivolto) al pregio architettonico dell’eventuale spostamento. Il tema riguarda invece il metodo delle decisioni di governo ed il percorso che le deve sostenere, soprattutto quando sono importanti. Quella di specie assume sempre di più i tratti tipici del “capriccio” di chi vuol decidere senza confronto. Noi a questo ci opporremo, con ogni mezzo democratico e con l’aiuto dei cittadini di Jesi».

Sulla stessa lunghezza d’onda, Samuele Animali di Jesi in Comune: «Il super-consulente serviva per prendere una decisione ponderata – evidenzia -. Scopriamo che il Comune paga un esperto per un parere, ma già fornito prima dell’incarico».