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Jesi

Jesi, sigilli all’Imran Store di via Buozzi. I residenti applaudono alla Polizia

Gli agenti hanno dato esecuzione al provvedimento di sospensione dell'attività che ha una validità di 20 giorni. Lavoro sinergico a cui hanno preso parte i Carabinieri e la Polizia locale

Provvedimento di sospensione dell'Imran store di via Buozzi a Jesi

JESI – Un provvedimento a dir poco sentito dalla popolazione, quello che è stato applicato questa mattina, mercoledì 5 agosto, all’Imran Store di via Buozzi, vicino alla Stazione Ferroviaria di Jesi. Quando gli agenti del Commissariato di Polizia hanno dato esecuzione al decreto di sospensione dell’attività commerciale emesso dal Questore di Ancona, i residenti hanno tirato un sospiro di sollievo e hanno applaudito l’operato degli agenti.

Reazione di chi da tempo era esasperato dalla convivenza con un’attività commerciale diventata luogo di disordini e ritrovo di persone pericolose. Numerose erano le segnalazioni giunte al centralino del 113. E tanta era la preoccupazione. Una situazione difficile che, come riscontrato dagli agenti nel corso di numerosi controlli anche eseguiti in maniera congiunta con la Compagnia Carabinieri di Jesi e con la Polizia locale, hanno permesso di accertare violazioni alla legge 100 del Tulps-Testo Unico Leggi di Pubblica Sicurezza.

La Polizia sospende l’attività commerciale

Si tratta di una normativa che in particolare fa riferimento a quei pubblici esercizi che costituiscano pericolo per l’ordine, la sicurezza e l’incolumità pubblica per essere divenuti luogo di disordini, abituale ritrovo di pregiudicati e persone comunque pericolose. Il provvedimento adottato nei confronti dell’Imran Store avrà la durata di 20 giorni e potrà essere propedeutico, nel caso in cui permanga la pericolosità accertata, alla definitiva revoca dell’autorizzazione dell’esercizio di vendita.

I sigilli al negozio di via Buozzi

Numerose le violazioni emerse dai costanti controlli eseguiti dal Commissariato della Polizia di Stato in collaborazione con la Compagnia Carabinieri e la Polizia Municipale, sia della normativa inerente il contenimento del contagio covid-19 (per quanto attiene al divieto di assembramento e l’utilizzo della mascherina all’interno dei locali pubblici) anche grazie alle segnalazioni di disagio di molti residenti che da tempo lamentano pure il verificarsi di sistematici episodi di violenza, sia di violazioni di carattere amministrativo e di malcostume, tali da provocare un concreto senso di insicurezza per i frequentatori abituali del locale.

Accertato infatti dai controlli delle forze di polizia come nel corso del tempo, l’esercizio commerciale fosse di fatto divenuto abituale ritrovo di pregiudicati e di soggetti dediti all’abuso di alcol. Ora l’attività di accertamento del Commissariato è stata posta al vaglio della Questura di Ancona-Divisione di Polizia amministrativa e sociale alla quale sono stati inoltrati anche alcuni esposti dei residenti della zona.

Gli agenti del Commissariato di Jesi mentre danno esecuzione al provvedimento

Richieste di intervento per il ripristino del decoro, della quiete e della sicurezza della zona, alle quali il Questore di Ancona non è rimasto insensibile. Va sottolineato come specie in questa circostanza, il buon esito dei controlli sia emerso grazie ad un attento e sinergico lavoro condotto dalle forze dell’ordine, che ha visto Polizia di Stato, Compagnia Carabinieri e Polizia locale collaborare ciascuno per le proprie specificità. I controlli e la collaborazione continueranno anche negli altri esercizi commerciali cittadini in un’ottica di verifica del rispetto della specifica normativa anti-contagio e della complessiva valutazione di pericolosità sociale come prevista dall’articolo 100 Tulps.