Jesi, scoppia il caso sulle tariffe cimiteriali

Marco Giampaoletti della Lega segnala l'elevato costo delle tumulazioni e delle esumazioni in città rispetto ad Ancona. La replica del Comune

JESI – Costi di esumazione e tumulazione salme elevati, la Lega alza la voce. Il consigliere Marco Giampaoletti denuncia «tariffe cimiteriali troppo alte rispetto ad Ancona». Immediata la replica del Comune: «Mai ritoccate al rialzo da questa amministrazione, né dalla precedente sempre guidata dal sindaco Massimo Bacci».

«Vi è un divario eccessivo fra il capoluogo e Jesi – tuona il salviniano Giampaoletti -. Un’esumazione ad Ancona costa 170 euro, mentre a Jesi 480 euro. Riguardo alle tumulazioni, ad Ancona si pagano 90 euro, a Jesi 200 euro. Queste differenze ci sembrano abbastanza pesanti. Sicuramente, nel capoluogo di regione le tariffe sono basse, ma qui in città ci sembrano eccessive anche perché, come viene riportato dal sito comunale, sono state approvate con delibera di Giunta Comunale n. 313 del 19/11/2018 e, a decorrere dal 1° gennaio 2019, si confermano le tariffe per le operazioni cimiteriali già applicate per l’anno precedente».

Questo farebbe pensare, a detta di Giampaoletti, «che anche nel 2018 le tariffe erano fuori prezzo, con un aggravio sulla spesa di noi cittadini. Crediamo che questa amministrazione comunale dovrebbe rivedere questa situazione, anche perché la nuova edificazione del cimitero, non ancora conclusa, è stata finanziata dai cittadini pagando i loculi prima della costruzione, a tariffe più alte di altre città limitrofe. Nei cimiteri periferici, inoltre, vedi Tabano e Castelrosino, la situazione non è delle migliori, mentre in quello di Mazzangrugno si è dovuto fare uno spostamento delle salme perché stava cedendo una porzione che ospita i loculi. Nella precedente legislatura, avevo lanciato una proposta per sistemare questi cimiteri con la costruzione di cappelline private, che alcuni cittadini avevano accolto favorevolmente. Ma è finita nel dimenticatoio assieme alla manutenzione. Non sarebbe il caso – domanda la Lega – di rivedere alcune tariffe?».

Pronta la risposta dell’amministazione. «Quelle tariffe – si specifica – sono invariate dal 2010. Dunque, è stata una scelta che la precedente giunta e l’attuale hanno semplicemente recepito, mantenendo invariati i costi».