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Jesi

Jesi, scarpe rosse che si alzano verso il cielo per dire no alla violenza sulle donne

L'originale iniziativa è stata promossa dalla Fidapa di Jesi con il Liceo artistico Mannucci e il patrocinio del Comune

L'inaugurazione del monumento contro la violenza sulle donne

JESI – Un monumento dal forte significato evocativo, per dire no a ogni forma di violenza sulla donna: si intitola “Liberate dai vincoli” ed è un’idea del maestro Massimo Ippoliti su input della Fidapa-Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari sezione di Jesi per la Giornata mondiale contro la violenza sulla donna. Oggi 28 novembre l’inaugurazione.

La scultura, un moto ascensionale di scarpe rosse che si leva verso il cielo e piano piano si staccano dal palo cui sono legate, è stata realizzata dagli studenti Martina Esposto e Andrea Cantiani del Liceo Artistico Mannucci di Jesi coordinati dai professori Massimo Ippoliti e Anthony Bufarini, in collaborazione con la Fidapa di Jesi e il patrocinio del Comune.

E’ stata installata in piazzale Sansovino, nel cuore del centro storico, accanto alla panchina rossa posizionata nel 2018 nella stessa giornata.
«Quando un atto violento si nutre di discriminazione, assume una dimensione collettiva di coloro che non sono riusciti a intercettarlo e prevenirlo» dice il vice sindaco Luca Butini, intervenuto al taglio del nastro simbolico dell’opera e riferendosi all’impegno che la collettività deve assumere di fronte alla violenza di genere. Lunedì 30 novembre in consiglio comunale si parlerà della Consulta per le donne e del suo fondamentale ruolo di osservatorio sul ruolo della donna e dell’emendamento promosso dalla Fidapa di avere la maggioranza della Consulta proprio al femminile.  

La presidente della Fidapa di Jesi Gianfranca Schiavoni


«Questa scultura è incredibile – dice la presidente della Fidapa di Jesi Gianfranca Schiavoni – ha un significato dal valore metaforico molto forte. “Liberate dai Vincoli”, se pensiamo che vinculum in latino significa lacci, quegli stessi lacci che tengono imprigionate le donne in relazioni malate e legami psicologici che impediscono loro di allontanarsi dai carnefici. Le scarpe utilizzate sono delle nostre socie, dipinte di rosso, che tre anni fa abbiamo usato per delle manifestazioni in occasione della giornata del 25 novembre. Inoltre, vi sono scarpe di diverso tipo, col tacco, da tennis, sandali o più basse… che rappresentano anche le diverse età della donna, segno che nessuna donna – giovane o anziana che sia – è al riparo da manifestazioni di violenza, fisica o psicologica. In un momento in cui è difficile raggiungere le persone per via delle restrizioni del Covid – conclude – abbiamo voluto parlare per simboli forti e chiaramente riconoscibili, che lanciassero un messaggio chiaro e immediato. E credo che anche la scelta di posizionare l’opera accanto alla panchina rossa, ne rafforzi ulteriormente il significato».

L’iniziativa della Fidapa è stata salutata con entusiasmo dal vice sindaco del Comune di Jesi Luca Butini, dai docenti del Liceo Artistico Mannucci, dalla città. Il vero ruolo dell’Associazione si vede con queste iniziative che parlano alla collettività dialogando con le parti essenziali di essa, come il mondo della scuola, coinvolto in prima persona. In piazza Sansovino la panchina rossa era stata già apposta nel 2018, oggi su quella panchina c’è il “Posto Occupato”, ovvero uno spazio vuoto per riempire le coscienze di consapevolezza su un fenomeno tristemente presente nella società come la violenza di genere, su iniziativa del Comitato Abitanti del centro storico, delle associazioni Le Ragazze sono in giro, Udi Jesi, Spaziostello, la Strada di Sergio.