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Jesi

Jesi, la scala mobile va cambiata. Ma intanto serve personale per sorvegliarla

Ci si è rivolti ad agenzie di lavoro interinale, occorre «sopperire alla carenza di personale, determinata dal collocamento a riposo di quello comunale». Forse un ascensore prenderà il posto del quasi trentenne impianto di via Sauro

L'ingresso alla scala mobile di Palazzo Battaglia in via Sauro

JESI – La scala mobile di Palazzo Battaglia, giunta ormai quasi “a fine vita”, va cambiata. Ma intanto il Comune, causa carenza di personale, deve rivolgersi all’esterno per il compito di sorvegliarla. E si rivolge ad una agenzia di lavoro interinale per un profilo di categoria B da impiegare per circa 4 mesi.

Occorre «sopperire alla carenza di personale presso la scala mobile, determinata dal collocamento a riposo di quello comunale» spiegano dagli uffici. Una sostituzione per la quale ci si è rivolti a tre agenzie, individuandone infine una perché fornisca l’addetto. Spesa massima complessiva di circa 14 mila euro. Il tutto in attesa di tornare a coprire il servizio con personale pubblico.

La scala mobile – anzi le due che si snodano all’interno della cosiddetta “pusterla” a cui si accede da via Sauro- è stata realizzata congiuntamente dal Comune di Jesi e dalla famiglia Battaglia a partire dal 1991, per entrare in esercizio il 5 novembre del 1992. E dato che, per legge, la vita tecnica complessiva massima delle scale mobili è pari a trent’anni, ecco che per forza di cose nel novembre del 2022 l’impianto dovrà essere spento e sostituito.

Il progetto – 250 mila euro inseriti nel Piano delle opere pubbliche – solleverà il Comune, fra le altre cose, dall’obbligo di legge di mantenere a Palazzo Battaglia un presidio fisso in prossimità dell’impianto, che potrà a quel punto essere controllato a distanza.

Potrebbe anche essere un ascensore a prendere il posto della scala mobile. «Da colloqui informali con i funzionari USTIF (l’ente di revisione e controllo, nda) è emerso – avvisava uno studio di fattibilità di un paio d’anni fa degli uffici – che in caso di presentazione di un nuovo progetto con caratteristiche analoghe alle esistenti, la rampa a monte non verrebbe autorizzata, poiché lo sbarco interferisce con il corridoio di transito, obbligatorio, degli utenti a piedi. Va studiata inevitabilmente una soluzione alternativa. In tale ottica è auspicabile la realizzazione di un impianto che elimini le barriere architettoniche».

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