Ospedale Carlo Urbani, Centro Trasfusionale e Avis: «Tra noi lavoro di squadra»

Risultati positivi nel 2017 per la raccolta di sangue, prospettive di ulteriore crescita e migliore organizzazione a partire da quest'anno. Il punto con il primario Daniela Spadini, Bruno Dottori e Moreno Verdolini, rispettivamente presidenti della sezione Jesi e Moie dell'associazione dei donatori

Verdolini, Dottori, Spadini
Moreno Verdolini, Bruno Dottori e Daniela Spadini nel corso della conferenza

JESI – Risultati positivi nel 2017 per la raccolta di sangue, prospettive di ulteriore crescita e migliore organizzazione a partire da quest’anno. Obiettivi condivisi tra le Avis territoriali e il Centro Trasfusionale dell’Ospedale Carlo Urbani che abbraccia tutta l’Area Vasta 2.

Daniela Spadini
Daniela Spadini

«Il servizio trasfusionale deve essere un bene per tutta la Regione, dobbiamo ragionare in un’ottica di Area Vasta – ha detto il primario Daniela Spadini, dirigente del Centro Trasfusionale – Il rapporto con le Avis del territorio è ottimo, ci confrontiamo per ottenere i migliori risultati». Arrivata nella sede jesina lo scorso settembre, la dottoressa Spadini ha accolto positivamente le istanze delle Avis del territorio: «Nella nostra zona – ha chiarito Bruno Dottori, presidente dell’Avis di Jesi e coordinatore regionale dell’associazione di donatori – oltre a Jesi abbiamo quattro centri di raccolta: Cingoli, Filottrano, Montecarotto e Cupramontana che nel 2017 hanno fatto 1537 donazioni. Due sono i centri esterni di Senigallia e di Fabriano. Questo significa che ci deve essere un’organizzazione ottimale e le sedi di raccolta devono essere organizzate in concerto con le Avis». Per questo motivo è stato chiesto un medico in più, con sede fissa a Jesi perché geograficamente baricentrica ma che dovrà spostarsi anche nel fabrianese e nel senigalliese: «Frutto di un lavoro di organizzazione da parte di più persone, indispensabile se si vogliono ottenere risultati, confido che questa unità utile per la gestione dei donatori, arrivi entro il 2018 – ha aggiunto Spadini – A marzo dovranno arrivare nuovi tecnici di laboratorio, indispensabili per la lavorazione di sangue, e stiamo lavorando anche per avere infermieri in più soprattutto il sabato giorno in cui ci sono più donazioni. Stiamo inoltre sperimentando l’apertura pomeridiana per le donazioni, al momento solo di plasma».

Moreno Verdolini e Bruno Dottori

«Siamo preoccupati per le condizioni dell’ospedale che merita molte più attenzioni, e stiamo lavorando per offrire un servizio ottimale nel nostro settore – ha aggiunto Dottori – Siamo soddisfatti di quel che stiamo facendo: gran parte del sangue qui raccolto serve agli ospedali del territorio, 1300 sacche l’anno dalle Marche vengono inviate fuori, in Sardegna per i malati talassemici e nel Lazio. Già ci stanno arrivando avvisi per l’estate: momento dell’anno in cui, anche a causa delle zanzare in alcune parti d’Italia, non tutti i donatori possono donare quindi dobbiamo darci da fare».

Nel 2017 al Centro Trasfusionale sono arrivati 250 nuovi donatori iscritti alle Avis della zona, 7748 sono state le donazioni effettuate lo scorso anno di cui 5995 di sangue intero, 1753 di plasma. «Indispensabile per aiutarci in una migliore organizzazione la prenotazione per il sabato mattina che è sempre più affollato – ha aggiunto Moreno Verdolini, presidente Avis Moie e consigliere regionale dell’associazione – Un appello alle aziende primate: lasciate un giorno in mezzo la settimana per la donazione. Prima della crisi economica molti lavoratori riuscivano a venire durante la settimana, da allora invece il giorno viene concesso difficilmente e tutti si ritrovano a poter donare solo il sabato».