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Jesi

Jesi, il risiko del centro vaccini: «Quando una nuova sede?»

L'interrogazione della consigliera Pd Emanuela Marguccio e le critiche di Samuele Animali (Jesi in Comune). Problema sosta e freddo a San Francesco, installata una prima copertura per ridurre il disagio. Ma dal 2022 serve un'altra soluzione

La copertura all'esterno del centro vaccini di Jesi allestita dal Comune

JESI – Quando e dove una nuova sede per il centro vaccinale? A chiederselo è anche la consigliera Pd Emanuela Marguccio, che rileva le difficoltà che stanno emergendo nell’attuale collocazione del punto di somministrazione dei vaccini, i locali ex II circoscrizione a San Francesco.

Emanuela Marguccio, consigliera Pd Jesi

«Le file davanti al centro vaccinale – dice Marguccio – si stanno infittendo e l’attesa avviene obbligatoriamente all’esterno della sede. L’inverno è alle porte e attendere il proprio turno in piedi, all’esterno dei locali individuati, diventa ancora più difficoltoso. Nelle sale interne dove si svolgono le vaccinazioni è già molto freddo e i parcheggi a disposizione nelle vicinanze dell’hub vaccinale sono pochi, considerato anche il fatto che la zona è molto frequentata, in quanto vi sono ubicati esercizi commerciali, scuole, ambulatori, una banca, una chiesa e una farmacia».

Chiede dunque la consigliera «se è vero che l’Amministrazione comunale intende trovare un’altra sede che ospiti l’hub vaccinale e quali sono le tempistiche per lo spostamento del centro».

La copertura all’esterno del centro vaccini di Jesi allestita dal Comune

Quanto al freddo per chi attende all’esterno dei locali di San Francesco, una prima soluzione di fortuna per ridurre il disagio è stata approntata nei giorni scorsi dal Comune, con una parziale copertura dalla corrente d’aria che si crea sotto la loggia.

«Ringrazio tutti coloro che stanno attivamente collaborando per assicurare le vaccinazioni, consapevoli che si è in una fase delicata e che vi deve essere piena unità di intenti da parte di tutti. La linea dell’Amministrazione comunale è chiara: la tutela della salute dei cittadini è un obiettivo primario e si può garantire solo con un dialogo propositivo e costruttivo con Regione, Asur e tutti gli altri soggetti coinvolti» aveva detto l’assessora alla salute Marialuisa Quaglieri, che aveva chiesto ai tecnici del Comune di individuare «soluzioni appropriate che possano migliorare le condizioni di chi attende all’esterno il proprio turno».

A Jesi è stato il Comune a mettere a disposizione dell’Asur gli spazi per la vaccinazione: in una prima fase il bocciodromo di via La Malfa, poi le palestre Zannoni che dallo scorso ottobre sono però state restituite all’attività scolastica e delle società sportive, ora l’ex II Circoscrizione. Ma presto servirà una soluzione ulteriore. L’Asur ha avviato una indagine di mercato per individuare, da inizio 2022, una nuova sistemazione per il punto utile alla prosecuzione della campagna anti Covid, alla somministrazione della terza dose, allo svolgimento della campagna antinfluenzale e al recupero delle vaccinazioni ordinarie non effettuate in pandemia. Servono locali fra i 250 e i 300 mq idonei ad accogliere dieci operatori e relativi servizi.

«Forse sono io che la faccio troppo facile – è la critica del consigliere di Jesi in Comune, Samuele Animali -. E però. Apri un centro vaccinale (in via La Malfa), e ti rendi conto che non va bene. Lo sposti in via Zannoni, e non va bene lo stesso perché fai aspettare la gente sotto il sole. Ci metti un tendone. Ti rendi conto che non va bene lo stesso (intanto è passato del tempo). Allarghi gli spazi interni, ma a quel punto si muore dal caldo. Alla fine ti procuri dei condizionatori e finalmente tutto fila liscio. Ora apri un diverso centro vaccinale e daccapo fai aspettare la gente all’aperto?! Stamattina oltre un’ora di fila molti pazienti anziani e cagnara tra prenotati e non prenotati. Una questione che un Comune può affrontare con maggiore tempestività?!».